Da questa settimana Barbara Alberti inizia la sua collaborazione con L’Espresso. La rubrica “Dispetti divini” si alternerà con quella di Massimo Cacciari.
Sono sempre stata gentile coi maschi (quando proprio non te le strappano dalle mani), e li tratto con riguardo, per rispetto della loro sventura, l’erezione. Da quando ho capito come funzionava il meccanismo erotico dei maschi, il loro complesso inestinguibile, so che non c’è una simile orfanezza al mondo, e vien voglia di consolarli. Meno male che sono nata senza. Orgogliosa come sono, non avrei sopportato. Che trappola crudele, che trappola infernale.
Il sesso maschile a prima vista non è niente male, una promessa di gloria. Un organo dotato per il piacere, maestoso e capace di procreare. E fin dai primordi il simbolo del fallo è ripetuto come un vanto, dovunque, ad esso si innalzano monumenti allusivi e augurali - l’obelisco, la colonna, la torre, che sottendono la spaventosa domanda - sarò all’altezza? - mentre l’anarchica appendice continua a fare come le pare. L’erezione dà un senso di onnipotenza. Ma non è scontata. L’infido marchingegno è insidioso, talora beffardo. Ora vuole, ora no. Comanda lui, e accade che a volte il desiderio non segua la volontà né il sentimento, e anzi dispettosamente se ne dissoci.
Sarebbe gran cosa se obbedisse al suo proprietario, se fosse lealmente sempre dalla parte dell’uomo cui sta attaccato. Ma spesso è un nemico in casa, che espone al giudizio. Al terrore del ridicolo. Ho visto amici devastati dall’impotenza misteriosa che li affliggeva proprio con colei o colui che amavano di più al mondo. Una continua prova. Per questo la donna vive più a lungo, per la fortuna di una sessualità segreta. Per questo è meno feroce, e si permette il lusso consolante della pietà. Il maschio fa la guerra, missili razzi e bombarde compensano e sublimano la sua mania erettile. Il pensiero pessimista è spesso maschile. Le donne sono meno intellettuali in senso autodistruttivo. Il nostro pensiero è altrettanto spietato, ma più arioso. Essere artefici di vita col proprio corpo, potenzia anche l’ironia femminile. Quanto sono spiritose le donne. La calunnia più antica è che ad esse manchi il senso dell’umorismo. Se non lo avessimo avuto, con quello che abbiamo passato nei secoli, ci saremmo estinte da un pezzo.
Fratello maschio non hai torto a dolerti, incattivito e allarmato perché le donne si sono accorte di esistere. È ancora troppo vicino il tempo in cui anche l’ultimo dei disgraziati aveva potere di vita e di morte sulla moglie. Negli anni ’70, quando eravamo streghe, per prima cosa rivendicammo l’orgasmo femminile, quello sconosciuto. Da allora la diffidenza del maschio verso la donna è diventata panica. Da allora si sente giudicato, peggio, valutato, a letto - da un essere conformato in modo diversissimo e incapace di capire il peso e il dramma del membro maschile. Non c’è parità, a letto. La donna è in vantaggio, ha poco da dimostrare.
Dalla rivendicazione dell’orgasmo, i maschi non si sono ancora ripresi. Quanto ci sono rimasti male! Ancora si vendicano. Ancora ci ammazzano per questo. Il maschio per la prima volta si sentì tirato giù dal trono, e ancora sta ruzzolando. C’era ancora nel codice penale il delitto d’onore - perché le corna femminili sono così gravi? Perché mettono in discussione la virilità del maschio tradito. Maschio non piangere, che ti si sciupa il trucco. Continueremo ad accoglierti come sempre dall’inizio del mondo, perdonandoci l’un l’altra la colpa di essere umani.