L’Italia si prepara all’autarchia. La durezza dei tempi di guerra richiede nervi saldi e spirito di sacrificio. L’obiettivo è una radicale derussificazione delle nostre vite. Nel mirino i tre soli prodotti russi conosciuti all’estero: il colbacco, il caviale e la vodka. Un italiano che, per ipotesi, beva vodka e mangi caviale con un colbacco in testa, deve immediatamente essere segnalato alle autorità per intelligenza con il nemico. Il Parlamento sta valutando l’opportunità di affiancare al reato di intelligenza con il nemico anche quello di stupidità con il nemico, nel caso si venga sorpresi a commerciare da e per la Russia dischi di Pupo e Toto Cutugno.
Il colbacco Chi di noi, uscendo di casa nelle giornate fredde, non indossa un pratico colbacco? Il caldo copricapo, il cui peso è compreso tra i tre e i quattordici chili a seconda delle dimensioni dell’animale da pelliccia (tre chili il colbacco di marmotta, quattordici quello d’orso, un solo chilo il delizioso colbacco di topo muschiato, regalo tradizionale per i neonati), non è più usato in Russia dagli anni Trenta, quando venne messo fuori legge da Stalin perché al suo interno i dissidenti potevano nascondere documenti contro il regime. Nessun russo è disposto ad ammetterlo, ma tutti tirarono un gran sospiro di sollievo perché i colbacchi sono carissimi, cuociono il cuoio capelluto, rendono calvi in pochi mesi e soprattutto sono considerati ridicoli. Da allora le immense scorte di colbacchi sono destinate solo all’esportazione. Con l’embargo, diventerà impossibile trovarne uno. Gli esperti prevedono che, al mercato nero, il colbacco sarà l’unica merce, nella storia dell’umanità, che costerà molto meno.
Il caviale Chi di voi non pasteggia a caviale? Sembra impossibile dover rinunciare a questo alimento così popolare, presente ogni giorno sulle nostre tavole, venduto nei discount a mestolate. Nelle pizzerie di Briatore il caviale è addirittura compreso nel coperto. Fortunatamente, si produce dell’ottimo caviale italiano a Brescia (disponibile nelle confezioni: tondino di caviale e laminato di caviale) e lo possiamo anche importare dall’Iran, avendo l’accortezza di separare delicatamente le palline dal turbante che le contiene.
La vodka Chi di voi non tracanna vodka quasi ogni giorno, lanciando poi il bicchiere alle sue spalle? L’embargo della vodka russa preoccupa molto soprattutto i produttori di bicchieri, che in assenza di vodka vedrebbero assai ridotto il loro volume di affari. Fino a pochi anni fa la vodka non si esportava, perché la produzione nazionale (duecento trilioni di litri) bastava appena per la sola città di Mosca. Ora la vodka è ovunque, protagonista indiscussa dei cocktail della movida. Ecco, per rinunciare alla vodka senza particolare rincrescimento, vi basterà rileggere questa frase: è protagonista indiscussa dei cocktail della movida.
La matrioska Stavamo dimenticando le matrioske! Chi di noi non ha la casa piena di matrioske? Le più ambite, ma molto rare, sono le matrioske in bianco e nero dell’epoca di Esistenstein. Ma la quasi totalità è stata acquistata in aeroporto poco prima della partenza, per vuotare le tasche piene di monete. Lo strettissimo rapporto tra aeroporti e matrioske, secondo un recente studio, induce molte persone, quando vedono una matrioska su uno scaffale di casa, a mettersi istintivamente in coda per il check-in.
Altre conseguenze I panfili degli oligarchi, posti sotto sequestro, verranno avviati ad attività socialmente utili. Difficile prevedere quali, essendo il panfilo l’oggetto socialmente più inutile di tutte le epoche. Ma per esempio il Bimbo, splendido yacht di duecento metri del magnate Kafonov, verrà usato per girare gli interni della nuova serie “I Casamonica”.
Gas e petrolio Chi di noi non ha dodici pullover in casa? Vi basterà indossarli, uno sull’altro, tutti e dodici, e il problema sarà bell’e risolto.