Opinioni
29 gennaio, 2026Secondo l’amministrazione Trump, Pechino vuole diventare egemone anche tramite lo strumento militare
Nonostante l’attenzione per gli sviluppi geopolitici sia ora volta in altre direzioni (Gaza, Ucraina e Groenlandia) continuo a pensare che la vera questione, quella che determinerà l’evoluzione politica globale nel XXI secolo, rimanga la relazione tra Stati Uniti e Cina. È allora utile capire come l’amministrazione Trump veda le attuali intenzioni di Pechino soprattutto in campo militare. Ce lo dice il rapporto “Military and Security Developments Involving the People’s Republic of China” inviato il 23 dicembre scorso dal dipartimento della Guerra americano al Congresso.
La valutazione complessiva è preoccupante: «L’Esercito popolare di liberazione (Pla) è una componente chiave dell’ambizione della Cina di soppiantare gli Stati Uniti come nazione più potente del mondo… la principale strategia militare cinese è chiaramente incentrata sul superamento degli Stati Uniti attraverso uno sforzo di mobilitazione dell’intera nazione che Pechino definisce guerra totale nazionale». Quindi, secondo l’amministrazione Trump, la Cina ambisce a sostituire gli Usa come Paese egemone del mondo e intende farlo anche tramite lo strumento militare.
Questa interpretazione delle intenzioni cinesi, che non trova equivalenti nel corrispondente rapporto inviato nel 2024 da Biden al Congresso, è accompagnata da evidenze di come la Cina stia proseguendo il suo programma di riarmo, che ha portato a un raddoppio della spesa militare da quando Xi Jinping è al potere. E questo riarmo preoccupa non poco gli Stati Uniti: «Lo storico potenziamento militare della Cina ha reso il territorio nazionale degli Stati Uniti sempre più vulnerabile. La Cina mantiene un arsenale ampio e in crescita di capacità nucleari, marittime, convenzionali a lungo raggio, cibernetiche e spaziali, in grado di minacciare direttamente la sicurezza degli americani».
Quanto è imminente, sempre secondo il rapporto, il momento in cui la Cina testerà la capacità di reazione americana? Il casus belli sarebbe probabilmente Taiwan. In proposito, il rapporto indica (sembrerebbe sulla base di un incontro riservato delle autorità cinesi tenuto nel 2019, richiamato dal documento) che il Pla colleghi il raggiungimento dei suoi obiettivi per il 2027 allo sviluppo della capacità strategica di ottenere (il rapporto traduce il virgolettato dal cinese) una «Vittoria strategica decisiva». E prosegue: «Ciò probabilmente richiede che il Pla sia credibilmente in grado di prevalere in un conflitto a costi accettabili. Il Pla riconduce con ogni probabilità questo requisito a un conflitto su Taiwan con il coinvolgimento degli Stati Uniti».
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