Opinioni
9 gennaio, 2026Schettini, il fisico youtuber amato dai giovanissimi: a scuola bisogna rieducare i ragazzi ai sentimenti
«Io la rete la conosco bene, e proprio per questo ne parlo con senso di responsabilità». Vincenzo Schettini, il professore di fisica più amato del web, non rinnega il linguaggio dei social: lo usa per lanciare un allarme. «Dico ai giovani: attenti a usare il telefono come passatempo, non fatevi rubare il tempo per crescere. Molti mi accusano: “parla proprio lui, che deve dire grazie alla rete!”. Ma la rete è proprio ciò che mi permette di essere credibile. Se lo dicesse qualcuno che non la conosce, i ragazzi non ascolterebbero».
Schettini usa un linguaggio semplice e diretto imparato a scuola e grazie al quale ha agganciato tanto pubblico ed è stato invitato nelle più importanti università italiane. Era l’uomo che serviva.
La rete la abita, ma ne conosce le ombre. Dopo aver creduto, nel 2013, alla “rivoluzione digitale” nelle scuole, oggi ammette: «È stato un disastro. Ha costretto tanti insegnanti a confrontarsi con uno strumento che non volevano usare. Io il digitale lo uso fuori, su YouTube, ma non è la stessa cosa. YouTube non è un social: è più vicino alla televisione, una piattaforma dove si cresce insieme».
Il suo nuovo libro, La vita che ci piace (Mondadori Electa), parte da una convinzione: dopo l’alfabetizzazione del maestro Manzi, oggi serve un maestro che restituisca dignità ai sentimenti. «Manzi alfabetizzava il Paese. Oggi abbiamo bisogno di qualcuno che ci rieduchi all’amore, alle relazioni, al rispetto. I nostri figli si stanno diseducando al sentimento, ma non è colpa loro: vivono in un mondo dove nessuno parla più di emozioni».
E qui arriva la denuncia: «Sono felicissimo che si siano tolti gli smartphone da scuola, ma delusissimo per la decisione di non introdurre l’educazione sessuale e sentimentale alle medie. Gli undicenni di oggi sono i sedicenni di ieri. Se non li educhiamo noi, lo farà la rete. E cresceremo ragazzi confusi, privi di strumenti per capire se stessi». Schettini non parla solo di fisica. Parla di empatia. «La risonanza è il mio esperimento più bello», racconta. «È quando due oggetti vibrano alla stessa frequenza. Succede anche tra persone: se spingi un’altalena nel momento giusto, la sollevi. Così funzionano l’amore, l’amicizia, la vita. Quando qualcuno riesce a risuonare dentro di te, ti scuote, ti cambia». Nel finale del libro cita Vasco Rossi: “Voglio una vita spericolata”. «Perché la vita è fatta di equilibri e squilibri», spiega. «Quando cadi, la fisica ti insegna che troverai un nuovo equilibrio. E sai cos’è che ci aiuta a superare il dolore? Il tempo. È una grandezza fisica, ma anche umana: ci insegna che tutto può cambiare forma, senza distruggersi mai».
Schettini non promette ricette. Invita a «risuonare» con il mondo, a sentire le frequenze giuste della vita. Forse è questa la vera fisica dell’amore. Alla mia domanda – qual è, allora, la vita che ci deve piacere? – mi dice: «È quella che sa arrendersi all’idea che non va sempre tutto bene. È la vita capace di sbagliare, di rialzarsi, di trovare un nuovo equilibrio. Perché la vita che ci piace è quella che, nonostante tutto, continua a risuonare dentro di noi».
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