Condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha scontato gran parte della pena prima che la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel 2015, stabilisse che il reato, al momento dei fatti contestati, non era sufficientemente definito nell'ordinamento italiano. Un Paese in cui la convenienza è l’abito della doppiezza

Sempre agli ordini di uno Stato accomodante: la parabola di Bruno Contrada

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