Politica
15 febbraio, 2011

B. a processo il 6 aprile

Il Gip di Milano Cristina Di Censo ha deciso: le «prove evidenti» ci sono sia per la concussione sia per la prostituzione minorile. Il collegio sarà composto da tre magistrate. E per il premier tutta la primavera sarà caldissima: il 5 marzo sarà alla sbarra per frode fiscale, l'11 per corruzione

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Cristina Di Censo, ha deciso il rinvio a giudizio con rito immediato per Silvio Berlusconi per il reato di prostituzione minorile e concussione, di cui da oggi il presidente del Consiglio è ufficialmente imputato (e non più indagato).

Il dibattimento inizierà il 6 aprile davanti alla IV sezione penale del tribunale di Milano,  composta da tre donne: Giulia Turri (presidente), Carmen D'Elia, e Orsola De Cristofaro.

La richiesta di rinvio a giudizio immediato era stata avanzata dalla Procura di Milano sulla base dell’esistenza di una «prova evidente» dei reati commessi dal premier.

Con il provvedimento della Di Censo verranno messi a disposizione degli avvocati di Berlusconi tutti i documenti che la Procura ha raccolto in questi sette mesi di indagine. Si tratta di atti in parte già noti, in quanto trasmessi alla Camera a sostegno della richiesta di autorizzazione per la perquisizione degli uffici del ragionier Spinelli, negata da Montecitorio: intercettazioni, verbali di interrogatorio, analisi del traffico telefonico relativo alla zona di Arcore, bonifici effettuati dal presidente del Consiglio.

Difficile che il processo possa ora essere fermato. Dal punto di vista legale, Berlusconi potrebbe soltanto sollevare la questione della presunta incompetenza funzionale (per spostare il tutto al cosiddetto tribunale dei ministri) ma solo con un voto del Parlamento, che a sua volta chiamerebbe a una decisione in merito la Corte Costituzionale. Una mossa possibile, ma che si basa su un falso evidente, e cioè la tesi che il Cavaliere abbia telefonato in questura per far liberare Ruby credendo davvero che si trattasse della nipote di Mubarak, quindi nelle sue vesti di capo del governo per evitare una crisi diplomatica.

Per il resto, non sembrano esserci al momento altre vie d’uscita per Berlusconi: né l’eventuale ripristino dell’immunità parlamentare né il ventilato ricorso al alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo possono bloccare il dibattimento.

Entro la fine di questa settimana (o al più tardi all’inizio della prossima) la Procura chiuderà anche il secondo troncone di indagine, che vede indagati per induzione alla prostituzione la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti, l’agente Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede. Per loro i Pm chiederanno il rinvio a giudizio con rito ordinario.

Per il presidente del Consiglio sta arrivando quindi una primavera giudiziaria piuttosto intensa.

Il 5 marzo prossimo infatti ci sarà l'udienza preliminare sul caso Mediatrade, nel quale il premier Silvio Berlusconi è imputato per frode fiscale e concorso in appropriazione indebita. Il procedimento per tutti gli imputati, tra cui figurano il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri (accusati di frode fiscale) era stato sospeso nel giugno scorso in attesa del pronunciamento della Consulta sul legittimo impedimento. La procura sostiene che Berlusconi è stato il socio occulto dell’imprenditore Frank Agrama per occultare all’estero denaro di Fininvest e Mediaset, sottraendolo al fisco per la creazione di fondi neri.

L'11 marzo, sempre a Milano, ripartirà anche il processo Mills, nel quale Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari: anche questo procedimento era stato sospeso grazie alla legge sul Legittimo impedimento. Per questo stesso reato l’avvocato inglese David Mills è già stato condannato in primo e secondo grado e prescritto in Cassazione, il 25 febbraio 201. La Cassazione ha comunque riconosciuto che il reato è stato commesso e che Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills.

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