Insiste moltissimo sulla “sicurezza”, molto su come gestire la “paura”; parla di “accoglienza”, ma ancor più di “legalità”. Anche solo per le parole che usa - figurarsi per la linea che tiene - il ministro dell’Interno Marco Minniti, un cultore dell’endiadi “difficile e affascinante”, deve insomma vedersela spesso con l’accusa di essere di “destra”. Mentre lui, da ex uomo dell’intelligence che ha studiato filologia, ancora va fiero della frase che da ragazzino fece scrivere sulla porta della federazione del Pci a Reggio Calabria negli anni ’80: «Qui si lavora, non si fa politica». E quando lavora - cioè fa politica - parla così:
Italia
«Sono venuto a raccontarvi chi è il ministro dell’Interno e cosa fa per il bene dell’Italia. Sì: per l’Italia; non per il governo. Il ministro dell’Interno non è un ministro come gli altri». (Festa dell’Unità di Pesaro, 29 agosto 2017)
Sangue
«Per noi che siamo beduini, gli accordi sono un fatto di sangue». «Io sono calabrese, ed anche per me, e per la regione da cui provengo, conta il sangue». (scambio di Weltanschauung tra i capi tribù libici e Minniti, dopo un lungo incontro al Viminale, raccontato da Libero, 4 aprile 2017).
Confini
«Se uno vuole presidiare una democrazia deve muoversi lungo i confini (…) Quando uno si muove lungo i confini, deve avere una grande consapevolezza di quali sono i poteri che gli sono assegnati». (in una lezione agli studenti dell’Università di Bari, da sottosegretario alla presidenza con delega ai Servizi, 5 marzo 2014)
Immigrazione
«L’immigrazione è un problema del pianeta (…) il punto cruciale non è quello di negare il processo. È dire con chiarezza che questo fenomeno non va né inseguito, né subito: va semplicemente governato. Punto». (parlando alla kermesse del Pd al Lingotto, 12 marzo 2017).
Bandiera
«Non dobbiamo avere paura di parlare dell’interesse nazionale: perché non c’è Paese che non abbia un interesse nazionale; altrimenti, sarebbe come un Paese che ha la bandiera bucata» (in una lezione agli studenti dell’Università di Bari, da sottosegretario alla presidenza con delega ai Servizi, 5 marzo 2014)
Integrazione
«Noi abbiamo fatto in questi anni dell’accoglienza la bandiera del nostro Paese (…) l’accoglienza c’ha un limite in sé: il limite è nella capacità di integrazione». (alla kermesse del Pd al Lingotto, 12 marzo 2017)
Soft power
«Poter contare su quello che gli inglesi chiamano il soft power, cioè il potere dolce, rispetto all’hard power, il mondo della guerra (…) quanto ne guadagnerebbe il mondo. L’intelligence è il soft power». (da sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi, all’Università di Bari, 5 marzo 2014).
118
«Se io proponessi, accanto ai flussi illegali, anche un flusso legale, penso che chiamerebbero subito il 118». (alla Festa del Fatto a Marina di Pietrasanta, 3 settembre 2017).
Fermezza
«O vaiu all’acqua o ’nnacu u figghiolu» (citazione del ministro in dialetto calabrese: “O vado a prendere l’acqua o cullo il neonato”). (il Fatto, 5 agosto 2017)
Sotto copertura
«Qui sta insieme la bellezza e la difficoltà di un operatore dell’intelligence: il massimo che può ottenere nel suo lavoro è fare qualcosa della quale non si deve sapere nulla. Ed è una cosa difficile: perché in un mondo nel quale la comunicazione, l’apparire, è tutto, noi chiediamo di non apparire». (in una lezione agli studenti dell’Università di Bari, da sottosegretario alla presidenza con delega ai Servizi, 5 marzo 2014)
Fascista
«Il codice di condotta delle Ong non è l’atto unilaterale di un governo fascista». (il Fatto, 5 agosto 2017)
Come doveva
«Il codice di comportamento per le Ong è quello che doveva essere». (Repubblica, 9 agosto 2017)
Cannoniere
«Il futuro dell’Europa si giocherà in Africa (…) Un continente che appare lontanissimo, ma non lo è: per ragioni di sicurezza; per ragioni energetiche. E poi per ragioni demografiche: poi noi lo chiamiamo immigrazione, ma è una questione demografica. (…) Se non costruiamo le condizioni perché si sviluppi e cresca, è evidente che quel flusso non potrà essere fermato con le cannoniere» (in una lezione agli studenti dell’Università di Bari, da sottosegretario alla presidenza con delega ai Servizi, 5 marzo 2014)
Sicurezza
«La sicurezza è un bene comune, ve lo dice il ministro dell’Interno che con questa parola è costretto a misurarsi ogni giorno. Se la sicurezza è un bene comune (...) è troppo importante per lasciare questa parola alla destra, che non la sa utilizzare». (parlando alla kermesse del Pd al Lingotto, 12 marzo 2017)
Sicurezza/2
«Sicurezza è libertà: per l’intelligence italiana, le due cose sono facce della stessa medaglia». (da sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi, all’Università di Bari, 5 marzo 2014)
Ossessione
«L’inizio del libro di Huizinga è folgorante: “Noi viviamo in un mondo ossessionato e lo sappiamo” Nove parole. (…) Di fronte a queste nove parole, la sinistra riformista cosa fa? (…) scaccia le ombre, libera la gente dalle ossessioni. Gli altri lucrano sulle ossessioni. La sinistra costruisce un futuro libero dalle ossessioni». (alla kermesse del Pd al Lingotto, 12 marzo 2017)
Destra
«Le mie norme non sono di destra». (Repubblica, 9 agosto 2017).
Intelligence
«La capacità dell’intelligence è vedere, in un mare magnum di cose scritte - tre quarti delle quali non servono a nulla, e metà del quarto che rimane è una operazione di depistaggio - capire invece quale è l’obiettivo vero». (da sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi, all’Università di Bari, 5 marzo 2014).
Paura
«Occhio alla paura, sarà il tema cruciale dei prossimi dieci anni, un nodo cruciale per la vita democratica del paese». (Repubblica, 9 agosto 2017).
Terrore
«So che non bisogna biasimare chi ha paura. Bisogna stargli vicino, ascoltarlo e liberarlo da questa paura”(…) i populisti gli sono invece accanto per trasformare la paura in terrore». (Alla festa dell’unità di Pesaro, 29 agosto 2017)
Tasti
«È una partita in cui bisogna saper suonare diversi tasti della tastiera. Uno non basta». (nel mezzo del lavorio sul codice Ong, La stampa, 3 agosto)
La chiave
«Mi sono laureato in filologia classica, il mio professore quando si faceva una traduzione, mi diceva: “vedi Minniti, questa è una traduzione, non è un tema di fantasia”. Significa che devi vedere il vocabolo, tradurlo, vedere la genesi di quel vocabolo, l’etimologia. Non andare in maniera arruffona a cercare il senso di una frase. Devi capire la parola. La chiave». (da sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi, all’Università di Bari, 5 marzo 2014).
Polizia giudiziaria
«Non intendo rinunciare al principio di salvataggio dei naufraghi e neppure a quello della sicurezza dei miei concittadini. Per questo ritengo necessaria la presenza di polizia giudiziaria sulle navi delle Ong». (il Fatto, 5 agosto 2017)
Polizia di Stato
«Consentitemi con orgoglio, da italiano, di dire a voi che in poche ore la polizia di stato ha arrestato e assicurato alla giustizia quell’assassino e quel barbaro». (parlando alla kermesse del Pd al Lingotto, 12 marzo 2017)
Neutralizzato
«Anis Amir, l’attentatore di Berlino, è stato neutralizzato a Sesto San Giovanni (Libero, 26 febbraio 2017)».
Cancellare
«Il nostro obiettivo è quello di cancellare la parola emergenza dalle politiche per l’immigrazione» (...) «Bisogna cancellare il termine e il concetto di emergenza». (La Stampa, 3 agosto 2017; alla Festa del Fatto a Marina di Pietrasanta, 3 settembre 2017)
Stroncheremo
«Stroncheremo il traffico di esseri umani». (al Lingotto, 12 marzo 2017)
Ultimo giorno
«Sa quale è la mia filosofia? Vivere la mia vita politica come fosse sempre l’ultimo giorno». (Repubblica, 9 agosto 2017)
Fratello
«Palazzo Chigi è un mondo ovattato, fatto di burocrazie nobili portate a magnificare le tue ragioni e ad allontanarti dalla realtà. Ogni tanto bussavo alle stanze degli altri e per invitarli a tornare con i piedi per terra dicevo: “Fratello ricordati che devi morire”». (raccontando gli anni a Palazzo Chigi con Massimo D’Alema premier) (il Riformista, 19 settembre 2010)
Carovana
«Non mi sono mai considerato un uomo di carovana, la cui carriera nasce solo dai rapporti personali». (il Riformista, 19 settembre 2010)
Elite
«L’intelligence è un reparto di élite, entrano quelli che sono capaci. È un mondo nel quale non si può andare avanti a raccomandazioni». (all’Università di Bari, da sottosegretario con delega ai Servizi, 5 marzo 2014)
Umanità
«Bisogna governare i flussi senza mai perdere l’umanità». (alla Festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta, 3 settembre)
Veltroni
«Chi fa politica deve trovare anche una sensibilità umana; e io l’ho trovata, in Veltroni». (il Riformista, 19 settembre 2010).