Politica
21 novembre, 2018

Quanto vale oggi il centrodestra? E avrebbe i numeri per governare?

I sondaggi dicono che se si alleassero i partiti che fino a qualche tempo fa formavano questa coalizione, arriverebbero al 43,5 per cento dei voti circa. Ma potrebbero non bastare per un governo solido

Esiste ancora il centrodestra? È una domanda rilevante, considerato che si tratterebbe forse dell’unica maggioranza di governo alternativa all’attuale coalizione legastellata. Lo è ancora di più se teniamo a mente che fra gennaio e maggio si voterà in quattro regioni (Basilicata, Abruzzo, Sardegna e Piemonte) e in oltre quattromila comuni. Il centrodestra unito sembra già solo per questa ragione avere buone chance di ridisegnare profondamente la mappa politica e amministrativa del Paese.

Ma considerate queste dinamiche e le recenti timide frizioni tra Salvini e Di Maio, quali potrebbero essere gli scenari in caso di voto anticipato sul piano del governo nazionale?

Le simulazioni svolte da YouTrend sulla base degli attuali sondaggi, ribaltate sui 232 collegi della Camera e i 109 del Senato previsti dal Rosatellum, dicono che un centrodestra unito al 43,5% nazionale dovrebbe riuscire a strappare una maggioranza autonoma in entrambi i rami del Parlamento, con 334 seggi a Montecitorio e 168 a Palazzo Madama. La ‘mappa’ degli uninominali registrerebbe uno sfondamento nelle ex regioni rosse (solo 7 collegi su 40 fra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche rimarrebbero al Pd) e un’avanzata anche al Sud, con buone chance di strappare seggi ai 5 Stelle soprattutto in Puglia, Calabria e Sicilia. Perderebbero parlamentari sia il M5S (187 Camera, 93 Senato) sia il centrosinistra (90 Camera, 45 Senato).

Certo, permangono alcune incognite: non è detto che se si tornasse a votare lo si rifarebbe con il Rosatellum, innanzitutto. Poi, nulla ci assicura che l’attuale consenso potenziale della Lega sarebbe integralmente confermato in caso di elezioni anticipate e ritorno allo schema del centrodestra con Berlusconi e Meloni. Infine, una maggioranza di 168 senatori non sembra completamente rassicurante.

Altri possibili scenari vedrebbero invece un rimescolarsi degli schieramenti visti il 4 marzo. Pensiamo all’ipotesi della Lega da sola, che produrrebbe uno schema di fatto quadripolare (Lega, M5S, FI-FDI-NCI, PD-alleati-LEU). Le simulazioni elaborate da YouTrend prefigurano in questo caso un Parlamento spaccato, senza una maggioranza chiara, ma con la Lega che potrebbe essere il primo gruppo parlamentare prosciugando quasi completamente il resto del centrodestra, condannato alla marginalità dalla competizione nei collegi uninominali. A quel punto il ritorno a una coalizione di governo giallo-blu con i 5 Stelle vedrebbe la Lega in indubbia posizione di forza anche negli equilibri parlamentari, forte di 230 deputati e 120 senatori. Oggi ne ha poco più della metà.

(hanno collaborato Matteo Cavallaro, Davide Policastro, Salvatore Borghese e Andrea Viscardi)

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