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Politica
gennaio, 2021

Riccardo Nencini il muratore

Il senatore, detentore del simbolo del Psi, ha parlato in un'intervista a Repubblica di "manovali e muratori" che devono venire in soccorso al governo. Ma lui, già ospite a eventi pubblici della loggia Grande Oriente d’Italia, precisa che non c’erano “sottintesi”

Il momento è assai grave per l'Italia. Se davvero è giunta la fase della costruzione di volenterosi costruttori per ricostruire la maggioranza del governo di Conte dopo la cesura di Italia Viva, servono gli specialisti e gli appelli accorati. Anche quelli col retrogusto massonico.

«Bisogna utilizzare il tempo che ci separa dalla crisi in Parlamento, a inizio settimana, per ricostruire la maggioranza. Con muratori, manovali, chiamateli come volete», dichiara a Repubblica il senatore Riccardo Nencini, detentore del simbolo del Psi che ha permesso a Matteo Renzi di allestire il gruppo di Italia Viva e che adesso può soccorrere il premier Conte che deve accogliere i suoi costruttori.

O muratori. O manovali. Per citare il senatore socialista. Il toscano Nencini ha utilizzato le categorie massoniche, di certo per caso o per scherno: manovale è l'iniziato, l'iscritto a una loggia che svolge l'apprendistato; muratore è il grado successivo, è la prima consacrazione dopo un faticoso lavoro con i fratelli. Nencini avrà familiarizzato con simboli e i vocaboli massonici dopo aver partecipato agli eventi del Grande oriente d'Italia (Goi) dell'amico gran maestro Stefano Bisi.

Per esempio nel 2015 per le celebrazioni dell'equinozio di autunno e l'anniversario della Breccia di Porta Pia oppure a Rimini nel 2017 al convegno nazionale del Goi, la loggia più affollata del Paese, quando fu insignito del premio “Galileo Galilei”, la più alta onorificenza per i non iscritti: «Non appartengo alla vostra comunione – fu il suo discorso – ma dico che essere eretici, provare a essere eretici, come avete fatto e continuate a fare voi, è obbligatorio. Qui da voi è anche la casa della libertà come scelta per la ricerca della conoscenza».

Già nel '99, per andare indietro con gli anni, Nencini si schierò in difesa di questa libertà massonica e da parlamentare europeo portò nell'Unione la lotta contro una legge regionale delle Marche che imponeva ai nominati nelle aziende pubbliche un certificato di non affiliazione alle logge: «È una norma discriminatoria e viola la privacy», sbottò in una interrogazione alla Commissione europea. Gli risposero che l'argomento non rientrava nelle competenze dell'Unione. A Bruxelles non potevano occuparsi dei massoni delle Marche.

Il gran maestro Bisi si tiene lontano dall'esegesi di Nencini: «Come sapete il nostro è un linguaggio universale. Qualsiasi cosa io possa dire comporta la strumentalizzazione del Grande oriente d'Italia piegata a fini di parte. Non mi presto al gioco. Non commento le parole di un senatore o di Renzi o di Mattarella che pure hanno parlato di costruttori».

Il portavoce di Nencini precisa: «Completamente fuori tema. Il senatore non è e non è mai stato massone. I muratori sono coloro che costruiscono senza nessun altro sottinteso». Comunque sia, dopo costruttori, muratori e manovali, ci si deve ricordare della cazzuola. Altrimenti come si tiene su la maggioranza?

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