Pubblicità
Politica
maggio, 2023

Vittorio Sgarbi si prende un’altra poltrona: eletto sindaco di Arpino. «E non mi fermo qui»

Il sottosegretario di Stato alla Cultura conquista un altro scranno. Ma annuncia che lascerà la fascia di tricolore di Sutri, restando prosindaco di Urbino, assessore di Viterbo e con altri ruoli in vari enti a partecipazione pubblica

Mentre gli analisti sono stremati dallo sforzo necessario a decifrare chi abbia vinto le amministrative, se la destra di Giorgia Meloni o la sinistra di Elly Schlein, l’unica certezza arriva da Arpino, il Comune di 6.700 abitanti in provincia di Frosinone che diede i natali a Cicerone e al condottiero romano Gaio Mario.

 

Vittorio Sgarbi ha vinto. Il sottosegretario di Stato al ministero della Cultura raggiunge così il record di quattro volte sindaco in quattro comuni diversi. «Sì, e siamo solo all'inizio. Ne farò anche degli altri prima di morire», dichiara oggi intervistato da il quotidiano Il Tempo. 

 

Sgarbi annuncia che lascerà infatti la fascia tricolore da sindaco di Sutri (Viterbo) e vestirà quella da primo cittadino di Arpino (Frosinone), dove è stato eletto. Su Arpino spiega: «È una città perfetta, che non ha bisogno di me se non per quello che io posso aggiungere come notorietà e rilievo alle cose già esistenti. A Sutri sono partito da una situazione completamente azzerata, e quindi ho fatto un sacco di cose. Qui le cose già ci sono. La Tuscia è meravigliosa, come Sutri, ma era una città difficile. C'era solo la nocciola. Qui, ad Arpino, c'è di tutto, le produzioni, l'entusiasmo, gli alberghi. Parto con una situazione di vantaggio che cercheremo di valorizzare nel mondo».

 

Sgarbi ha ottenuto il 44,39% dei voti. Battuti gli altri due candidati Andrea Chietini (30,46%) e Gianluca Quadrini (25,15%). Uno straordinario successo della campagna per il mantenimento di tutti gli incarichi cumulabili possibili, fino a toccare i confini della legge e delle capacità psicofisiche individuali. Una specie di silenzioso esperimento scientifico di cui Sgarbi fa scuola: dal 2018 sindaco di Sutri (in provincia di Viterbo e che ha dichiarato di voler lasciare), dal 2019 prosindaco di Urbino, dal 2022 "assessore alla Bellezza" del comune di Viterbo, dallo scorso ottobre sottosegretario alla Cultura del governo Meloni. E ancora: Commissario per le Arti di Codogno, presidente della Fondazione Ferrara Arte, del Mart di Trento, del Mag di Riva del Garda e della Gipsotheca del Canova. E questi sono solo gli incarichi pubblici o in enti a partecipazione pubblica. Nel tempo libero gira l’Italia con uno spettacolo su Caravaggio. Di recente ha perso una poltrona, quella  da consigliere regionale lombardo. “Incompatibile” per il Consiglio regionale della Lombardia, con l'incarico di sottosegretario di Stato alla Cultura. Decisione accolta dal critico d’arte senza fare un plissé. «Ci sono una serie di iniziative e progetti nella regione che posso portare avanti meglio come sottosegretario»

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità