La carica da consigliere regionale lombardo ricoperta da Vittorio Sgarbi è “incompatibile” con l'incarico di sottosegretario di Stato alla Cultura: a stabilirlo è stato il Consiglio regionale della Lombardia in apertura della seduta di martedì.
L'assemblea ha votato a favore della relazione sul tema del presidente giunta delle elezioni, Luca Ferrazzi, prendendo così atto della causa di incompatibilità sollevata dalla giunta.
Il critico d'arte avrà dunque dieci giorni di tempo entro i quali dovrà optare per una delle due cariche, pena la decadenza, una volta trascorsi i dieci giorni, da quella di consigliere regionale. A lui succederebbe Nicolas Gallizzi, arrivato dopo Vittorio Sgarbi nella lista Noi Moderati alle elezioni. Assente in aula oggi per la terza seduta del Consiglio regionale lombardo, Sgarbi ha partecipato soltanto alla prima riunione di insediamento dell'assemblea, quando aveva contestato la scelta di Francesca Caruso a guida dell'assessorato alla Cultura, una nomina a cui Sgarbi aspirava e che aveva giudicato "politicamente sbagliata". Alla tornata elettorale del 12 e 13 febbraio scorsi, Sgarbi ha ottenuto 873 preferenze nella circoscrizione di Milano, ma già prima del voto aveva detto di volersi dimettere a favore del secondo in lista con Noi Moderati. Già durante i primi giorni di Consiglio, aveva spiegato, «non avendo avuto la proposta, su cui potevo riflettere, di fare l'assessore invece che il sottosegretario a Roma, è evidente che a breve tornerò a Roma».
Scelta che conferma all’Ansa: «Aspetterò la lettera di Fontana e risponderò che è più utile per la Lombardia che io resti sottosegretario anziché consigliere regionale- commenta- Sarei voluto andare già oggi in Consiglio, ma andrò alla prossima convocazione, appena riceverò la lettera, per salutare i colleghi. Ci sono una serie di iniziative e progetti nella regione che posso portare avanti meglio come sottosegretario».
Una poltrona in meno dunque: Sgarbi potrà contare “soltanto” su nove incarichi istituzionali. In ordine crescente: dal 2018 sindaco di Sutri (in provincia di Viterbo) in scadenza, dal 2019 prosindaco di Urbino, dal 2020 "assessore alla Bellezza" del comune di Viterbo, dallo scorso ottobre sottosegretario alla Cultura del governo Meloni, dal 13 febbraio consigliere regionale della Lombardia. E ancora: Commissario per le Arti di Codogno, presidente della Fondazione Ferrara Arte, del Mart di Trento, del Mag di Riva del Garda e della Gipsotheca del Canova. E questi sono solo gli incarichi pubblici o in enti a partecipazione pubblica. Nel tempo libero gira l’Italia con uno spettacolo su Caravaggio. Occhi comunque puntati sulla poltrona di sindaco di Arpino, il Comune di 6.700 abitanti in provincia di Frosinone che diede i natali a Cicerone e al condottiero romano Gaio Mario.