Giovanni Toti indagato per truffa ai danni dello Stato: avrebbe fatto un contratto finto in cambio di accessi gratis a uno stabilimento balneare

Secondo il Secolo XIX, sarebbe coinvolto anche l'assessore regionale Giacomo Giampedrone. Il legale dell'ex presidente della Liguria smentisce tutto

Un’altra grana giudiziaria per Giovanni Toti. L’ex presidente della Liguria, dopo aver patteggiato a due anni e tre mesi (convertiti in 1.620 ore di lavori socialmente utili) per corruzione, ora è indagato per truffa ai danni dello Stato insieme all’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone. Secondo quanto riporta la versione online del Secolo XIX, la vicenda ruoterebbe attorno a un contratto – prima un co.co.co, poi da dipendente – fatto (con soldi pubblici) al gestore dello stabilimento balneare San Marco di Ameglia, Davide Marselli. Sia Toti che Giampedrone, secondo chi indaga, avrebbero frequentato a titolo gratuito quel lido. L’inchiesta è stata aperta contestualmente a quella dello scorso maggio per corruzione, quando l’ex governatore è finito ai domiciliari dove è rimasto per sette mesi.

80 mila euro per lavori mai svolti

Secondo la procura di La Spezia, che coordinava le indagini prima di passare il fascicolo a Genova, Marselli non avrebbe mai svolto i compiti per i quali era stato assunto. Per l’accusa, il titolare dello stabilimento balneare avrebbe ricevuto oltre 80 mila euro lordi, cifra che – secondo la Guardia di finanza – avrebbe compensato Giampedrone e Toti di quanto “risparmiato” per frequentare lido e ristorante.

Il legale di Toti: "Tutto regolarmente pagato"

"In riferimento alle indiscrezioni sull'inchiesta, il mio assistito è letteralmente trasecolato. Ogni presenza di Toti e della sua famiglia allo stabilimento balneare, per altro usato da moltissimo tempo, e negli ultimi anni in modo sempre più sporadico, è stata regolarmente pagata dallo stesso Toti o da un suo familiare – ha spiegato il legale dell’ex presidente ligure, Stefano Savi –. Appare singolare che i pagamenti, per lo più fatti con strumenti tracciabili, non siano stati riscontranti vista la mole di indagini che lo hanno coinvolto".
 

"Per quanto riguarda l'attività di supporto politico per cui Marselli era retribuito - ha aggiunto - ritengo sia stata svolta con scrupolo oltre che passione ed era nota a tutti. Per altro, la posizione di staff politico ricoperta da Marselli con un contratto ritenuto regolare dalla Regione, lo accomuna alla situazione di altre decine di persone con un simile contratto. Non è chiara quale sia la peculiarità di questo rapporto, se non quella di essere alle dipendenze di Giampedrone e amico di Toti".

 

Ha espresso stupore anche l'assessore Giampedrone. In una nota, ha scritto: "Non sono a conoscenza di alcun procedimento a mio carico, se non per aver letto, con non poco stupore, le agenzie di stampa che mi riguardano. Se la vicenda, come mi pare di capire, verte sul contratto di lavoro di un collaboratore territoriale di segreteria politica, non vedo alcun profilo illecito, trattandosi di un contratto di lavoro predisposto e verificato puntualmente, come per tutti gli altri collaboratori con la stessa mansione, dagli uffici regionali".

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