Politica
28 agosto, 2025I senatori dem scrivono a Piantedosi: "La modalità con cui il ministero è intervenuto sembra essere finalizzata a mettere in difficoltà l'attuale amministrazione". Il 6 settembre la manifestazione nazionale a Milano a difesa del centro sociale
Lo sgombero del Leoncavallo finirà in Parlamento. Il Partito democratico ha infatti presentato un’interrogazione urgente al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sullo sfratto dello storico centro milanese presentata a Palazzo Madama dal senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo dem, insieme a Simona Malpezzi e Cristina Tajani: “Dal ministro dell'Interno vogliamo sapere per quali motivi abbia deciso di anticipare lo sgombero del Leoncavallo, tenendo completamente all'oscuro l'amministrazione comunale di Milano”. Beppe Sala ne ha avuto notizia solo la mattina stessa dello sgombero, e il giorno prima, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza a cui ha partecipato il vicecomandante della polizia locale, non ne è stato fatto cenno.
Il Leoncavallo, continuano i senatori Pd, "è un centro sociale che da 50 anni svolge attività politica e culturale in autogestione. L’intervento di sgombero era previsto per il 9 settembre 2025 e, in considerazione di questa timeline, il Comune aveva continuato con i responsabili del Leoncavallo un confronto che portasse alla piena legalità tutta l'iniziativa del centro. Da anni infatti l'amministrazione comunale di Milano è impegnata nella ricerca di una soluzione per salvaguardare gli interessi diversi, senza cancellare un'esperienza storica e importante come quella del centro sociale — scrivono i parlamentari nell’interrogazione —. La modalità con cui il ministero dell'Interno è intervenuto sembra perciò essere finalizzata a mettere in difficoltà l'attuale amministrazione comunale, senza tener conto della necessaria collaborazione tra istituzioni”.
Intanto è stata convocata per il prossimo sei settembre una manifestazione nazionale, che si terrà a Milano, dalle 14 in Porta Venezia, a difesa del Leoncavallo e degli spazi di aggregazione del capoluogo lombardo. Prima, il 2 settembre, si terrà un’assemblea pubblica, alle 20:30 alla Camera del Lavoro. "Gli spazi sociali, culturali, artistici, autogestiti o no, occupati o dell'associazionismo, sono l'antitesi del fascismo di governo — scrivono i militanti sui social —. Costruiamo un corteo che tenga insieme generazioni diverse ed esperienze politiche differenti”. “La mano del governo è calata sul vecchio Leo, nel 50esimo anno della sua storia, per avviare la campagna elettorale della destra, a trazione Fratelli d'Italia, verso le prossime elezioni comunali — si legge ancora —. È una legalità fatta di odio verso chi è straniero, espulso, povero, una legalità che porta all'isolamento sociale chi vive disabilità e fragilità psicologiche”.
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