Politica
8 agosto, 2025L'attuale governatore sarà il candidato del centrosinistra anche per le prossime elezioni regionali, dopo il via libera di M5s e Pd: "Ci sarà anche una lista civica del presidente". Dalle Marche alla Puglia, dalla Campania alla Calabria: la situazione nelle altre regioni che andranno al voto
Dopo il via libera prima del Movimento 5 stelle e l’acclamazione della direzione regionale del Partito democratico, Eugenio Giani può iniziare a lavorare in vista delle elezioni regionali in Toscana del prossimo autunno. "La prossima settimana — ha spiegato durante un’intervista a Controradio — dovrò firmare il percorso che ci porta a 45 giorni di cosiddetti comizi elettorali, quindi 30 giorni prima delle elezioni alla presentazione delle liste. Penso che possa essere il momento giusto”.
"Una lista civica del presidente"
Ma prima delle tempistiche, si iniziano a scoprire le carte e delineare le strategie per essere riconfermato alla guida della Toscana. Come accade spesso nelle elezioni regionali e comunali, non ci saranno solo le liste dei partiti del "campo largo" — Avs, M5s e Pd, oltre che Azione, Italia viva e +Europa — ad appoggiare il candidato presidente di Regione ma, ha spiegato il governatore, anche una quarta lista civica e centrista: “Una lista che può mettere insieme, a mio giudizio. E sarà questo il mio lavoro — ha detto Giani a Controradio —, da un lato le istanze delle forze riformiste e gradualiste, da Azione a +Europa a Italia Viva, ai Socialisti e ai Repubblicani" e dall'altro quelle "della lista civica del presidente che in tutte le Regioni viene presentata e che io qui vorrei catalizzare in questa area politica”.
"Non mi piacciono le liste bloccate ma decide il Pd"
Sulla composizione delle liste, poi, la palla la dovrà giocare il Pd: “È molto importante che chi fa la campagna elettorale sia motivato, stimolato al conseguire i consensi — segnala Giani — quindi di per sé candidature bloccate mi piacciono poco, perché perdono la motivazione e non danno al cittadino la possibilità attraverso il voto di pronunciarsi” ma “mi rimetterò alle decisioni che vengono prese in sede di partito, perché le liste le presenta il partito”.
Se il centrosinistra ha trovato il nome su cui convergere, nel centrodestra la scelta del candidato non è ancora arrivata. "Allo stato attuale vedo nel centrodestra ancora un candidato che non è ufficiale e molta frammentazione, a sinistra invece non ho capito bene quale sarà la composizione di altre liste se raccoglieranno le firme. Quindi ora mi concentrerò soprattutto sul percorso del fronte progressista, del centrosinistra”, ha aggiunto Giani.
"Un segnale importante a livello nazionale"
Per ora la partita rimane locale, ma dopo l’ok del Movimento 5 stelle prima a Matteo Ricci nelle Marche e poi a Giani in Toscana ci si inizia a chiedere se queste alleanze non possano essere la base su cui costruire con più solidità una coalizione in vista delle elezioni politiche. “Adesso si apre una nuova stagione politica in cui saremo protagonisti, con la costruzione di una coalizione progressista nella nostra regione, ed è un segnale importante anche a livello nazionale — ha detto Giani in un’intervista all’edizione odierna del Corriere della Sera —. Per le elezioni politiche che si terranno tra due anni: ci arriveremo con alle spalle una importante sedimentazione di governo, di rapporti nei territori, di impegni condivisi, elementi utili per una grande e forte alleanza di centrosinistra”.
Quali sono i candidati delle altre regioni al voto?
Risolto il rebus toscano, qual è la situazione nelle altre regioni che andranno al voto nei prossimi mesi? Nelle Marche, nonostante l’inchiesta della procura di Pesaro in cui è coinvolto anche il candidato del centrosinistra Ricci, dopo una pausa di riflessione il M5s ha scelto di appoggiare comunque l’europarlamentare dem, riservandosi la possibilità di cambiare idea nel caso in cui dovessero emergere novità giudiziarie. In Campania si dovrebbe andare verso la candidatura di Roberto Fico, in quota pentastellata: sembrava cosa fatta, dopo gli incontri avuti dall’attuale presidente Vincenzo De Luca con Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma dopo alcune dure uscite dello stesso De Luca — in gioco c’è anche il futuro del Pd campano che andrà a congresso dopo il periodo di commissariamento — la prudenza è d’obbligo.
Poi c’è Puglia. Qui il centrosinistra sta spingendo l’ex sindaco di Bari e attuale europarlamentare, Antonio Decaro, a sciogliere la riserva e a ufficializzare la sua discesa in campo: rimangono ancora le perplessità di Decaro, che sono legate principalmente alla possibile candidatura (ritenuta ingombrante) in Consiglio regionale dell’attuale presidente, Michele Emiliano. Infine c’è il capitolo Calabria, che non doveva essere tra le prossime regioni al voto ma che, dopo le dimissioni e la contestuale ricandidatura dell’attuale governatore di centrodestra Roberto Occhiuto (indagato per corruzione), anche qui il centrosinistra dovrà trovare una quadra. Per ora Avs ha provato ad anticipare i tempi e lanciare l’ex sindaco di Riace ed europarlamentare Mimmo Lucano, ma sia M5s che Pd vorrebbero un proprio candidato.
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