Politica
18 febbraio, 2026Il vicepremier Salvini su X: "Un vero e proprio premio per aver forzato un divieto del governo speronando una motovedetta della Guardia di Finanza pur di entrare in porto con i clandestini"
È arrivata puntuale - e prevedibile - la reazione della maggioranza alla decisione del tribunale di Palermo di condannare lo Stato italiano al risarcimento di 76 mila euro all'Ong Sea Watch 3. Il fermo operato dalle autorità nel giugno del 2019 sarebbe stato "illegittimo". Una sentenze definita "incredibile" dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che all'epoca dei fatti era presiedeva il Viminale.
"Un vero e proprio premio per aver forzato un divieto del governo - ha scritto sul suo profilo X - speronando una motovedetta della Guardia di Finanza pur di entrare in porto con i clandestini. È la decisione, incredibile, di un tribunale: ha stabilito che gli italiani diano 76mila euro di risarcimento per 'fermo illegittimo' alla Ong di Carola Rackete, l'attivista tedesca che quando ero al Viminale non accettava la linea dei porti chiusi che aveva praticamente azzerato sbarchi e tragedie del mare. Il 22-23 marzo voterò Sì al referendum per cambiare questa in(Giustizia) che non funziona".
L'intervento della premier Meloni
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla condanna, postando un video sui social. Anche lei, come il suo vice Salvini, si è definita "senza parole" per la decisione del tribunale di Palermo. "Non solo all'epoca la Rackete è stata assolta - fa notare Meloni - perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa. Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole". Nel video la premier pone una domanda provocatoria alla propria comunità digitale: "Ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?"
Meloni ha poi colto l'occasione per esprimere il proprio risentimento a proposito di una vicenda recente, sempre sul tema immigrazione: "Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle che lo Stato aveva avuto l'ardire di trasferire nel Cpr in Albania per l'espulsione. Una notizia vergognosa, che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi"
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