Politica
12 gennaio, 2026La decisione del Cdm. Negli scorsi giorni c'era stata una polemica con le opposizioni e con il comitato del "no" proprio sul calendario della consultazione. Intanto prosegue la raccolta firme: superata quota 300 mila, la soglia è 500 mila da raggiungere entro fine gennaio
Il referendum sulla Giustizia si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo, come deciso dal Consiglio dei ministri. Nella stessa data si terranno anche le elezioni suppletive. Lo scontro, tra i fautori del sì e quelli del no, oltre che sul merito della riforma si era acceso anche sul calendario della consultazione.
Parallelamente alla mobilitazione tra i parlamentari per l’indizione del referendum – le firme del centrodestra sono state depositate lo scorso 5 novembre e il via libera della Cassazione è arrivato il 18 – è partita infatti anche una raccolta di sottoscrizioni popolari per una nuova richiesta di consultazione. Per la raccolta firme c’è tempo fino al 30 gennaio e, finora, ne sono state raccolte oltre 300 mila.
Secondo le opposizioni e i promotori del “no” alla separazione delle carriere, il governo avrebbe dovuto attendere la fine del mese. Fonti di governo hanno invece sottolineato negli scorsi giorni che la “legge impone all'esecutivo di decidere entro il 17 gennaio”. Cioè entro i 60 giorni, come previsto dalla legge 352 del 1970, dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione.
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