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14 gennaio, 2026Articoli correlati
Il presidente Usa chiede ai manifestanti di "prendere il controllo" delle istituzioni e aggiunge: "L'aiuto sta arrivando". La replica di Teheran: "Reagiremo". Intanto la conta delle vittime è sempre più difficile: il governo iraniano si ferma a 3 mila, ma la Cbs avverte che "potrebbero essere 20 mila"
Ormai Donald Trump ci ha abituato ai suoi post muscolari. Ma mentre la Repubblica islamica continua a sterminare le migliaia di persone che stanno scendendo in strada ormai da settimane, le parole del tycoon suonano come un avvertimento: “L’aiuto sta arrivando”. A che aiuto si riferisca è ancora presto per dirlo, ma Trump negli scorsi giorni ha più volte minacciato Teheran di un intervento qualora il regime degli ayatollah inizi a sparare sui manifestanti. L’invito del capo della Casa Bianca ai manifestanti è quello di continuare la propria rivoluzione di prendere “il controllo delle istituzioni”.
La difficile conta dei morti
È difficile contare i morti, in Iran. Per il governo sarebbero circa 3 mila, secondo Iran International 12 mila. La Cbs cita due fonti, di cui una all’interno della Repubblica islamica, con cui ha potuto parlare dopo che il ripristino delle telefonate internazionali, e avverte che le vittime potrebbero arrivare anche a 20 mila. Tragedia nella tragedia è che la maggior parte sono giovani under 30, che hanno preso parte alla rivoluzione contro il regime, pagando la scelta con la propria vita.
L'invito ad abbandonare il Paese
Intanto, altri Paesi si sono uniti all’invito americano nei confronti dei propri cittadini con il doppio passaporto ad abbandonare la Repubblica islamica il prima possibile. Il Canada ha aggiornato le proprie indicazioni di viaggio, mentre Berlino ha avvertito i propri cittadini che chi sceglie di rimanere rischia “arresti arbitrari”, sottolineando come l’ambasciata tedesca d’istanza è in grado di fornire solo “assistenza limitata”.
La risposta di Teheran agli Usa
Il regime degli ayatollah - per tramite l del ministro della Difesa, Aziz Nafizardeh - ha fatto sapere che Teheran colpirà le basi militari americane in caso di un’offensiva statunitensi. “Tutte le basi Usa e le basi militari di altri Paesi nella regione che assistono gli Stati Uniti negli attacchi contro il suolo iraniano saranno considerate obiettivi legittimi”, ha detto, ripreso dall’agenzia locale Mehr. Secondo Teheran, l’America di Trump e il governo di Israele sarebbero responsabili di una politica di destabilizzazione nei confronti dell’Iran.
“Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare”, ha aggiunto su X la missione iraniana presso le Nazioni Unite.
L'accesso a Internet bloccato
Intanto il blackout di Internet nel Paese continua da più di 132 ore (quasi sei giorni), come segnala l'Ong di sorveglianza della sicurezza informatica Netblocks. L’obiettivo del regime è di bloccare qualsiasi forma di denuncia online, o contenuto che testimoni cosa sta davvero accadendo per le strade della nazione. Il servizio internet satellitare Starlink di Elon Musk sta fornendo l’accesso gratuito alla rete per i cittadini. L’azienda aerospaziale SpaceX ha revocato le quote di abbonamento - secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg - per permettere alle persone con ricevitori nel Paese di accedere al servizio senza pagare.
La posizione dell'Unione europea
Martedì 13 gennaio l’Unione europea ha convocato l’ambasciatore iraniano a Bruxelles, Seyed Mohammad Ali Robatjazi. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sottolineato l’intenzione dell’Unione è quella di deliberare per “ulteriori sanzioni contro i responsabili della repressione”. Le ha fatto eco la presidente del Parlamento Roberta Metsola, che sul suo profilo X ha garantito che l’Ue “non guarderà altrove”. “Il desiderio di libertà può sconfiggere ostacoli apparentemente insormontabili. L’Europa non distoglierà lo sguardo. Il Parlamento europeo ha agito e ha bandito i diplomatici del regime iraniano, e stiamo spingendo per sanzioni più severe”, ha scritto.
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