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21 gennaio, 2026Articoli correlati
Il Parlamento europeo vota per richiedere un parere legale sul testo dell'accordo di libero scambio. Festeggiano M5s e Lega: "Bocciatura di von der Leyen". La Commissione: "Rammarico". Berlino chiede che venga applicato in via provvisoria
Non uno stop, ma sicuramente un rallentamento. Tecnicamente, un invio dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione europea; politicamente - ma questa è l’interpretazione della Lega, fortemente contraria all’accordo - una “bocciatura” dell’operato di Ursula von der Leyen.
La richiesta passa per soli dieci voti
Un passo indietro. Questa mattina - 21 gennaio - il Parlamento europeo era chiamato a votare la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale alla Corte di giustizia Ue per un parere legale; richiesta poi approvata dalla plenaria di Strasburgo, per soli dieci voti (334 a favore, 324 contrari e 11 astenuti). Cosa comporta direttamente? Innanzitutto, una dilatazione dei tempi. Ora l'Eurocamera, per l'attuazione definitiva dell'intesa, dovrà attendere l'esame della Corte, che potrebbe prendere mesi. Solo dopo l'Eurocamera potrà votare la ratifica finale dell’accordo.
La Commissione "si rammarica" per il voto
La Commissione europea, dice il portavoce Olof Gill, “si rammarica” per il voto del Parlamento europeo, ritenendo che le domande poste non siano “giustificate”. “Abbiamo già affrontato queste questioni in modo molto approfondito con il Parlamento europeo dice Gill -. Non sono questioni nuove: sono già state trattate relativamente agli accordi commerciali del passato, in particolare quello con il Cile”.
Festeggiano Lega e M5s
Dopo le questioni tecniche, quelle politiche. In Italia festeggiano Lega e Movimento 5 stelle, entrambi allineati - in una riedizione pur estemporanea dell’asse giallo-verde - sul no al Mercosur. "Il voto del Parlamento europeo sul ricorso alla Corte di giustizia europea contro il Mercosur è una nostra vittoria, degli agricoltori e una clamorosa sconfitta personale di Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni. Ne prendano atto”, scrive la delegazione pentastellata.
“Bocciato l'operato di Ursula von der Leyen sul Mercosur. Ci ha pensato il voto della sua stessa maggioranza politica. Un operato che, da settimane, noi della Lega denunciamo come opaco nei metodi e inadeguato nei contenuti - si legge in una nota della Lega -. Siamo soddisfatti dell'approvazione della proposta di ricorrere alla Corte di giustizia europea, chiamata ora a stabilire se l'accordo Ue-Mercosur è compatibile con i Trattati. - si legge ancora - Il significato politico di questo voto ci indica, inoltre, che un certo modello macro-economico, basato sullo smantellamento degli strumenti di protezione commerciale, non gode più di buona salute e sta attraversando, al contrario, una profonda crisi di identità”.
Lollobrigida: "Il Mercosur è un buon affare"
Sul Mercosur il centrodestra si è spaccato, nonostante il via libera di Giorgia Meloni sia stato quello decisivo per sbloccare la partita. Dopo che la premier aveva costituito un inedito asse con la Francia di Macron (ancora oggi contraria) per stoppare la firma sull’accordo commerciale. Per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida le proteste di queste settimane “sono legittime” ma - ha aggiunto - “siamo convinti che il Mercosur sia un buon affare per il sistema Europa e per le nazioni, come l'Italia, che esportano”.
Merz: "Applicare il Mercosur in via provvisoria"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz chiede che l'accordo venga intanto applicato in via provvisoria: "La decisione del Parlamento europeo sull'accordo Mercosur è deplorevole - scrive su X -. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell'accordo. Basta con i ritardi. L'accordo deve essere applicato in via provvisoria".
La soddisfazione della Francia
Festeggia la Francia. "Rinviando l'accordo Mercosur davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea, il Parlamento europeo si è espresso in coerenza con la posizione che abbiamo difeso: la Francia sa dire di 'no' quando serve e spesso la storia le dà ragione", scrive in un messaggio pubblicato su X il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, aggiungendo che ''la lotta continua per proteggere la nostra agricoltura e garantire la nostra sovranità alimentare".
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