Politica
21 gennaio, 2026Il presidente della Regione Toscana chiede un confronto con Palazzo Chigi sul futuro dell'impianto, di cui è responsabile. E poi torna sul memorandum del 2022: "Dei dieci punti previsti ne sono stati realizzati uno e mezzo"
La richiesta di Snam di prorogare la permanenza del rigassificatore di Piombino ha riaperto una partita che la Regione Toscana considerava chiusa. E il presidente Eugenio Giani, commissario governativo per l’opera, fissa subito un paletto: senza un confronto formale sulle compensazioni promesse al territorio “non ci sono le condizioni per la proroga”, le sue parole in conferenza stampa. E poi rimette il suo ruolo nelle mani del governo: “Il mio mandato è già oggi a disposizione. Perché se si intende saltare questo passaggio, io non sono certo la persona che firma un’ulteriore ordinanza”.
“La discussione su una proroga può iniziare solo dopo un tavolo” con Palazzo Chigi, ha spiegato Giani a Firenze. “Ad oggi, vedendo quello che è successo, non ritengo ci siano le condizioni per prolungare la permanenza del rigassificatore”. Una posizione che chiama in causa direttamente l’esecutivo e il ministero dell’Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, a cui il governatore ha ribadito la necessità di un incontro immediato, come spiega Ansa.
il nodo memorandum
Il nodo è il memorandum del 2022, allegato all’ordinanza commissariale con cui la Regione diede l’intesa all’impianto. Un pacchetto di opere e misure di compensazione per Piombino da cui, per Giani, “non si è visto praticamente nulla. Dei dieci punti ne è stato realizzato uno e mezzo”. Tra gli impegni citati dal presidente toscano: 140 milioni di investimenti per il porto, un parco per le energie rinnovabili nell’area industriale e una riduzione del 50 per cento delle bollette del gas per il territorio. “È inaccettabile. Fu concordato con le autorità del governo (il presidente era Draghi, ndr) e sono convinto che se fossero rimasti probabilmente avrebbe avuto realizzazione. Un mese dopo era in carica il Governo Meloni. Nonostante le mie sollecitazioni non ho visto niente”.
il tentativo ligure
La richiesta di proroga di Snam, primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, arriva dopo la bocciatura del trasferimento dell’impianto in Liguria. E a pochi mesi dalla scadenza delle autorizzazioni, fissata per giugno 2026. Per il governo è un passaggio legato alla sicurezza energetica nazionale: il rigassificatore di Piombino può immettere fino a cinque miliardi di metri cubi di gas all’anno. Una quota strategica, soprattutto dopo la crisi energetica per l’invasione russa in Ucraina.
Ma Giani ribalta il quadro. “La Toscana ha già dato il suo contributo al Paese in un momento difficile”, ha spiegato, ricordando anche le contestazioni subite nel 2022 al momento dell’autorizzazione. “L’impegno era per tre anni. Ora servono altre soluzioni”. E fissa un altro punto politico: “Su venti regioni, quindici si affacciano sul mare. Non si può pensare che tutto passi sempre dalla Toscana”. Oltre al transito, qualche impianto ci resta anche.
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