Politica
7 gennaio, 2026Centinaia di militanti neofascisti con le braccia tese alla commemorazione dei due attivisti del Fronte della gioventù a Roma di fronte all'ex sezione del Movimento sociale italiano
Ad Acca Larentia il copione si ripete, come ogni anno. Il grido “per tutti i camerati caduti” con i tre “presente”, accompagnati dai saluti romani, che rompono il silenzio della commemorazione dei due militanti del Fronte della Gioventù - Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta - uccisi nel 1978 in un agguato da parte di militanti di estrema sinistra. C’erano militanti di CasaPound e di altre sigle della galassia nera: Acca Larentia, insieme alle celebrazioni per Sergio Ramelli, è da anni l’appuntamento del neofascismo italiano.
Tra i presenti di fronte all’ex sezione del Movimenti sociale italiano anche lo storico leader di Forza Nuova Roberto Fiore, condannato tra le altre cose per l’assalto alla Cgil.
Come era successo lo scorso aprile a Milano durante le commemorazione per Ramelli, quando qualcuno aveva fatto partire “Bella ciao”, anche questa volta il rito è stato “rovinato” da una donna che, da un balcone affacciato per la via, ha urlato “viva l’Italia antifascista”.
In mattinata c’è stata la celebrazione più istituzionale, alla presenza del governatore del Lazio Francesco Rocca, del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli e del presidente della commissione Cultura di Montecitorio Federico Mollicone. In giornata è arrivato anche il messaggio di Giorgia Meloni: Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare”, ha scritto la presidente del Consiglio sui social.
La giornata si è macchiata di un’aggressione subìta da alcuni attivisti di Gioventù nazionale mentre affiggevano dei manifesti, assaltati da circa dieci persone, incappucciate, armate di spranghe e aste. Le immagini delle telecamere di sicurezza sono al vaglio degli inquirenti, mentre dalla politica arriva una condanna bipartisan.
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