Politica
7 gennaio, 2026In mattinata la cerimonia più istituzionale alla presenza del governatore del Lazio Rocca e del vicepresidente della Camera Rampelli, nel pomeriggio attesi un migliaio di militanti e il rito del "Presente". Gioventù nazionale denuncia un'aggressione ai danni di quattro attivisti
Il 7 gennaio, a Roma, vuol dire commemorazione di Acca Larentia, con tutto il rito del “Presente” e i probabili saluti romani che accompagneranno il ricordo dei due militanti del Fronte della gioventù - Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta - uccisi nel 1978 da un commando di estrema sinistra, e di Stefano Recchioni, che perse la vita negli scontri successivi con le forze dell’ordine.
Sono due le manifestazioni in programma: quella mattutina, più istituzionale, a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente del Lazio, Francesco Rocca, il deputato di FdI e presidente della commissione Cultura, Federico Mollicone, e il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, e quella del pomeriggio, in cui sono attesi un migliaio di militanti di destra. Negli scorsi giorni, una serie di striscioni con scritto “Ogni anno sentirete presente” e “Per tutti i camerati caduti” hanno anticipato l’anniversario di fronte all’ex sede del Movimento sociale italiano.
Fratelli d’Italia prova a prendere le distanze dai saluti romani che si ripetono ogni anno, nel pomeriggio. “Non c'è nessuna possibilità di sovrapporre, se non volete farlo voi della stampa, in maniera surrettizia e scorretta la nostra silenziosa testimonianza di cordoglio, il nostro dolore, con altre manifestazioni di cui rispondono le persone che le fanno. Il presente delle 18? - chiedono i giornalisti a Rampelli -. Siamo qui da 40 anni, abbiamo scelto di venire di mattina come istituzione per Fratelli d’Italia, da quando Fratelli d'Italia esiste, ma ci siamo stati anche prima quando c'era l'Alleanza Nazionale”, dice il vicepresidente della Camera.
Di fronte all’ex sezione di Acca Larentia, c’è da anni una croce celtica, restaurata la scorsa estate nonostante il Comune di Roma ne aveva chiesto la rimozione. Quella che è considerata un “simbolo distintivo per i movimenti neofascisti e suprematisti bianchi”, come ha scritto il Campidoglio, per Mollicone è “una croce religiosa cattolica”. “Documentatevi, per favore - risponde il presidente della commissione Cultura ai giornalisti -. Siete degli analfabeti. Fate piuttosto un'inchiesta su chi ha ucciso questi ragazzi”.
Intanto, il presidente di Gioventù nazionale Roma Francesco Todde ha denunciato l’aggressione ai danni di quattro militanti della giovanile di Fratelli d’Italia. Secondo quanto ricostruito dalla digos di Roma, i quattro attivisti sarebbero stati avvicinati da un gruppo di opposta ideologia mentre affiggevano i manifesti. Immediata la condanna di Ignazio La Russa: “Inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza. Queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione”.
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