Politica
26 febbraio, 2026La supermedia di Youtrend di giovedì 26 febbraio mostra come la distanza tra il "sì" e il "no" continui ad assottigliarsi, con alcune rilevazioni che danno in vantaggio il "no"
Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani al referendum sulla Giustizia rispecchierebbero un centrodestra in difficoltà. La supermedia di Youtrend di giovedì 26 febbraio - che riassume l’andamento dei sondaggi politici - mostra come la distanza tra il "sì" e il "no" continui ad assottigliarsi). Secondo il calcolo dell'istituto di sondaggi, il "sì", dato al 51,2%, staccherebbe ormai di soli 2,4 punti percentuali il "no", dato al 48,8%. Intanto, i politici (e non solo) si fronteggiano in dibattiti accesi tra teatri e convegni. Una fra tutte le polemiche tra il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Per ordine cronologico, tra le più recenti, troviamo invece le parole di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha tirato in ballo Putin nella campagna referendaria, sostenendo che lo zar voterebbe "no", perché "in Russia non c'è la separazione delle carriere".
Sarebbe sbrigativo, a questo punto, attribuire questo "arrancare" della destra solo al terremoto-Vannacci e al suo nuovo partito Futuro nazionale. La coalizione di maggioranza avrebbe perso, nelle ultime due settimane, l'1,2%, mentre il centrosinistra avrebbe guadagnato lo 0,3%. Futuro Nazionale, in media, sarebbe salito dello 0,1%. Per le intenzioni di voto sono stati considerati i sondaggi di diversi istituti: Emg, Eumetra, Ixè, Only Numbers, Swg, Tecné e Youtrend. Per il referendum costituzionale sono stati inclusi anche i dati di Demopolis.
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