Politica
4 febbraio, 2026Il professore de La Sapienza sul prossimo decreto sicurezza. Sul tavolo fermo preventivo, Daspo potenziati e scudo penale: "Una misura che rischia di compromettere la libertà di riunione"
Per il costituzionalista de La Sapienza, Gaetano Azzariti, "il disegno è evidente. Il governo utilizza i fatti di cronaca per costruire un modello ideale di ordine pubblico sempre più autoritario". Il tavolo del nuovo decreto sicurezza, inizialmente previsto per oggi, è slittato a domani. Ma è già un tavolo che scotta.
Possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere nei propri uffici, per un massimo di 12 ore, le persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni a rischio.
Potenziamento del Daspo urbano con l'estensione del divieto di accesso alle aree urbane a chi è stato denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste di piazza. "Scudo" penale erga omnes, per le forze dell'ordine e non solo, che preveda la non iscrizione nel registro degli indagati in presenza di "cause di giustificazione". Sono solo alcuni dei possibili scenari al vaglio.
Secondo Azzariti, il disegno è ricollegabile a quanto successo già con il decreto Rave, il decreto Cutro e il decreto Caivano. “Tutti pensati per inseguire le ultime notizie - spiega il costituzionalista -. È una reazione di pancia a fatti certamente gravi. Ora la storia si ripete con l'ennesimo decreto Sicurezza. Le leggi forniscono già tutti gli strumenti per contrastare la violenza e sanzionare eventuali reati. È il compito dell'autorità giudiziaria, che infatti sta già svolgendo le sue indagini".
"Mi sembra - prosegue il costituzionalista - un modo per strumentalizzare quello che è accaduto in ragione della campagna verso il referendum del 22-23 marzo. Leggeremo i dettagli quando ci sarà il testo, ma non si può intervenire con un fermo di polizia senza nessun grave indizio di reato. Per come viene presentata, questa misura rischia di compromettere la libertà di riunione, che deve essere assicurata ad ogni cittadino, un principio di carattere costituzionale". Ed è proprio sulla costituzionalità o meno della misura che Azzariti parla del rischio di compromissione della libertà di riunione che, spiega, “deve essere assicurata ad ogni cittadino, un principio di carattere costituzionale”.
Quanto allo “scudo”, secondo Azzariti "lederebbe il principio della obbligatorietà dell'azione penale. Si imporrebbe ai magistrati di escludere alcune ipotesi di reato disciplinando in maniera particolare l'attività di indagine".
Sull’ipotesi dei fermi indiscriminati, a preoccupare Azzariti è la genericità delle fattispecie, che li renderebbe applicabili a chiunque e - nondimeno - “inefficaci", aggiunge il costituzionalista intervistato da La Stampa. "Mi sarei aspettato - ha concluso -, difronte a espressioni di disagio sociale, misure in grado di andare alle cause dei problemi. Invece assistiamo alla rinuncia da parte dello Stato di adottare politiche di carattere sociale. Una scuola o un centro sportivo sono molto più efficaci di un inasprimento di pene".
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