Politica
5 febbraio, 2026Ecco il documento della Ragioneria generale dello Stato che analizza il disegno di legge della ministra Locatelli: i beneficiari saranno al massimo 62.333, un decimo della platea di chi assiste un parente disabile grave. Il contributo di 1.200 euro trimestrali potrebbe essere non superiore a mille, mentre l'Istituto previdenziale potrà prendersi 110 funzionari a tempo indeterminato
Segnatevi questo numero: 62.333. E vien da chiedersi: tutto qui, cara ministra Alessandra Locatelli? Segnatevi questo numero perché questo numero mozza – senza retorica, non si scherza con le cose serie – le speranze di tante, troppe famiglie italiane: 62.333 sono i beneficiari (massimi) dei “caregiver” – cittadini italiani che assistono un parente disabile grave – che possono ambire al contributo statale (massimo) di 1.200 euro trimestrali, cioè 400 euro mensili. Lo scrive con rigore contabile e analitico la Ragioneria Generale dello Stato nel documento che ha esaminato il disegno di legge (ddl) firmato dalla ministra per le Disabilità, la leghista salviniana Locatelli.
Il ddl Locatelli ha richiesto una gestazione lunghissima, imposto di fatto ai partiti di opposizione e anche di maggioranza; addirittura, a inizio legislatura la prima di decine di proposte di legge era di marca leghista. Il ddl Locatelli fu annunciato alla Vigilia di Natale 2024, ma è stato depositato a Palazzo Chigi soltanto a novembre 2025. Dopo che l’Espresso ne ha svelato i contenuti e i difetti e si sono sollevate le contestazioni di associazioni di ogni tipo, il ddl si è inabissato per settimane finché, sempre avvolto nel mistero, due settimane fa è stato approvato in Consiglio dei ministri per passare poi al vaglio della Ragioneria e dunque cominciare il suo percorso parlamentare. Per questi motivi, oggettivi, i contribuiti saranno disponibili, se non ci sono altri imprevisti, a partire dalla primavera del 2027, casualmente a ridosso della campagna elettorale per le Politiche. Comunque non sarà una propaganda efficace perché i soldi sono pochi e per pochi.
Come scrive la stessa Ragioneria, nel documento consultato in anteprima da l’Espresso, i caregiver familiari inoccupati di un disabile grave sono stimati in 522.000, ma il ddl si rivolge unicamente a coloro che prestano assistenza per almeno 91 ore alla settimana e così la platea si riduce drasticamente a 87.000. Non è finita. Perché la ministra Locatelli ha applicato un’altra restrizione: il contributo è riservato ai caregiver che non superano i 3.000 euro di reddito da lavoro e, soprattutto, fanno parte di un nucleo familiare con un Isee pari o inferiore a 15.000 euro. E quindi arriviamo al fatidico numero di 62.333.
Ancora la Ragioneria precisa che molto probabilmente, soddisfacendo tutti i parametri del ddl, il contribuito sarà di 1.000 euro trimestrali «a regime» e non di 1.200 euro. In questo modo i fondi stanziati – 257 milioni di euro nel 2027, di cui 50 milioni provenienti dalle risorse per le politiche a favore della disabilità – dovrebbero essere sufficienti. Non ci sono dubbi, invece, per i costi dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale. La ministra Locatelli, infatti, ha scelto l’Inps per il riconoscimento dei caregiver, la richiesta del contributo e la sua eventuale erogazione. Per questo ulteriore impegno, l’Inps ha fatto due conti, e ben precisi: 1,05 milioni di euro per mettere su la piattaforma (2026) e altri 0,55 milioni per la manutenzione successiva (2027 e 2028). Inoltre l’Istituto avrà un settore dedicato ai caregiver con l’assunzione di 110 funzionari a tempo indeterminato – 100.000 euro per indire il concorso – per un costo totale di 6,5 milioni di euro annui (circa 58.132 euro lordi a funzionario). Secondo la ministra Locatelli, entro settembre la legge sarà in vigore e l’Inps sarà in grado di esaminare le pratiche. Buona fortuna. Ai caregiver, ovviamente.
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