Politica
5 febbraio, 2026A Modena, l'ex vice della Lega tiene il suo primo evento dopo l'addio al Carroccio e presenta Futuro Nazionale. Sarà "presidente-generale", non segretario, e punta al dialogo con tutti, incluse Russia e Afd
“Mi sento tradito”. È una reazione velenosa quella che Roberto Vannacci, a Modena, mostra verso il Carroccio, con bersaglio Matteo Salvini. “Sleale io? È lui il traditore. Il suo partito continua a promuovere determinate idee e concetti. E poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione”.
Neanche il tempo di scendere dall’aereo, direzione hotel - dove si è tenuto il suo primo incontro da ex membro della Lega - che Repubblica lo intercetta. E lui espelle le tossine tenute dentro “sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero”. Su cui tiene a fare un appunto: “Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma. Non si può essere identitari e sovranisti i giorni dispari, e invece liberali e progressisti i giorni pari, riferendomi al manifesto di Luca Zaia”.
A Modena Vannacci presenta il suo progetto senza più mediazioni: Futuro Nazionale. Simbolo già discusso prima dell’addio, un manifesto politico che punta dritto al 2027. L’obiettivo dichiarato è “rendere l’Italia sovrana, sicura, prospera ed esclusiva”. Non sarà segretario, chiarisce, ma “presidente-generale”, per accentrare politica e leadership. Intorno, una platea sold out da 350 persone e una rete dei “Vannacciani” già attivi sui territori, pronti a traslocare nella nuova armata.
I primi sondaggi lo davano già oltre la soglia di sbarramento. “Ma noi siamo un partito che deve ancora nascere, parlare di future alleanze è prematuro”, assicura l’ex generale. “Partire col 4,2 per cento secondo i primi sondaggi è incoraggiante, una cosa mai successa”. Il nuovo partito sarebbe per lui “un interlocutore naturale del centrodestra”, eppure “possiamo fare da sveglia a tutti. Mi sarei aspettato posizioni più muscolari, anche nei confronti dell’Europa”.
Ne ha per tutti, Vannacci. Anche per Forza Italia: “Quella di oggi non mi sembra una linea affine al pensiero di Silvio Berlusconi”. Però il dialogo sì, quello è da concedere a tutti. Anche “con la Russia di Vladimir Putin” e i dirimpettai sovranisti dell’Europarlamento. Magari quelli di Afd, come René Aust, capogruppo di Est, che ha definito l’ex vice della Lega “un ottimo politico. Siamo suoi fan”.
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