Politica
6 febbraio, 2026Competenza o "logiche politiche" dietro la scelta di Paolo Santonastaso? Piero De Luca e Stefano Graziano: "Si rischia di compromettere non solo la qualità e la neutralità della gestione, ma anche il mantenimento dei requisiti necessari al riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità Unesco"
Il Consiglio di amministrazione della Reggia di Caserta è diventato un caso politico. Perché tra i nominati dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, c’è anche Paolo Santonastaso, che è il coordinatore di Fratelli d’Italia nella città campana e già consigliere comunale e provinciale. Competenze o logiche politiche? Il Partito democratico insiste che venga fatta chiarezza sulla nomina e, dopo averlo annunciato, oggi ha depositato un’interrogazione parlamentare firmata da Piero De Luca e Stefano Graziano.
“Di fronte a scelte gravi e opache, il ministro Giuli evita il confronto pubblico e istituzionale, sottraendosi al dovere di rispondere e rendere conto delle proprie azioni. Per questo motivo - dicono i due deputati dem - abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare, chiedendo che il ministro riferisca direttamente nelle sedi parlamentari in merito alle nomine politiche nei Consigli di amministrazione dei musei statali".
“Tentare di piegare a logiche politiche un sistema culturale che rappresenta un'eccellenza mondiale e che tutto il mondo ci invidia è un atto grave e irresponsabile. Un atto fuori dalla legge - sottolineano - che parla chiaro quando dice che devono essere nominate personalità dichiara fama nella gestione del patrimonio culturale. Vogliamo vedere i curricula delle recenti nomine. Giù le mani dalla Reggia di Caserta”.
Per il Pd, la nomina da parte del ministro di un esponente dello stesso colore politico non presenta solo criticità di opportunità ma potrebbe anche portare l’Italia a rischio infrazione: “Le scelte compiute rischiano di compromettere non solo la qualità e la neutralità della gestione, ma anche il mantenimento stesso dei requisiti necessari al riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità Unesco. Quella messa in atto da Giuli è una modalità di gestione del patrimonio culturale pubblico che espone i nostri beni più preziosi a rischi inaccettabili e mina la credibilità delle istituzioni. Il patrimonio culturale italiano non è terreno di spartizione politica. È un bene comune da tutelare con competenza, trasparenza e rispetto”.
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