Politica
1 marzo, 2026Articoli correlati
"L'unico ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo", ha scritto l'ex Generale su Facebook
La chiusura dello spazio aereo negli Emirati Arabi Uniti a seguito della nuova crisi in Medio oriente ha aperto un caso politico anche in Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto è rimasto bloccato a Dubai dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva escalation militare nella regione. Come lui anche la rapper BigMama e più di 200 studenti parte di progetti di scambio culturale.
A confermare la situazione è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto alla Farnesina. “Non so quando rientrerà, spero prima del 7 marzo”, ha dichiarato, riferendosi alla sospensione dei voli che, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbe prevista fino a quella data. Tajani ha inoltre spiegato di non essere stato informato preventivamente della presenza del collega negli Emirati: “Io personalmente non lo sapevo”. Il titolare della Farnesina ha precisato che Crosetto “è partito prima” degli attacchi e che il governo italiano è stato avvisato dell’operazione militare solo a raid già iniziato, attraverso una telefonata del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.
Sul caso è intervenuto anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che ha riferito di aver sentito Crosetto durante le riunioni di governo e di essere in contatto costante con i cittadini italiani presenti negli Emirati. L’obiettivo, ha spiegato, è accompagnare e proteggere i connazionali rimasti bloccati, auspicando che “tutti gli italiani in condizioni di difficoltà possano rientrare il prima possibile”.
La vicenda ha poi innescato un duro scontro politico con le opposizioni. Il Movimento 5 stelle ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, parlando di un’Italia “orfana del suo ministro della Difesa” in uno dei momenti più delicati della sicurezza internazionale e denunciando un presunto isolamento del governo sul piano diplomatico. Il leader M5s Giuseppe Conte ha attaccato frontalmente l’esecutivo, sostenendo che l’Italia “non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi di Usa e Israele sull’Iran” e denunciando la mancanza di tutele per cittadini e militari italiani nell’area. Conte ha ricordato che circa 200 studenti italiani si trovano nella regione e che 300 militari italiani in Kuwait hanno dovuto ripararsi nei bunker durante gli attacchi, pur rimanendo illesi. Secondo l’ex premier, la situazione rappresenterebbe “la fine del diritto internazionale” e - soprattutto - l’emblema di un ruolo marginale dell’Italia nello scenario internazionale.
Ancora più dura la posizione del capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli, che ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa, definendo la vicenda una questione “non personale, ma istituzionale”. A suo giudizio è legittimo interrogarsi sul livello di informazione preventiva ricevuto dal governo e sul coordinamento con gli alleati in una fase di forte tensione globale. Critiche sono arrivate anche da Più Europa. Il segretario Riccardo Magi ha parlato di un fatto “grave”, sostenendo che l’Italia sarebbe rimasta ai margini delle comunicazioni internazionali sull’attacco e che la mancata informazione preventiva dimostrerebbe una perdita di peso diplomatico del Paese.
Nel dibattito politico si è inserito anche l'ex generale Roberto Vannacci, che sui social ha ironizzato sulla vicenda con un post intitolato “Salvate il soldato Crosetto”, definendolo “l’unico ministro della Difesa che va in vacanza in una zona di guerra senza saperlo”.
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