Politica
11 marzo, 2026Anche il senatore del Pd Antonio Misiani è intervenuto in Aula: "Siamo d'accordo sulla coesione nazionale, ma la presidente farebbe bene a spiegarlo ai parlamentari della sua maggioranza, perché negli interventi abbiamo sentito attacchi a testa bassa all'opposizione, così non si costruisce l'unità e la coesione"
Dal centrodestra un'ovazione, dalle opposizioni risposte dure. Dopo l'intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato al Senato mercoledì 11 marzo affrontando innanzitutto il tema della crisi in Medio Oriente, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue, alcuni esponenti delle forze di minoranza non hanno risparmiato parole di critica.
Matteo Renzi
"Se davvero vuole un dibattito in cui non ci attacchiamo lo dica al suo ministro degli Esteri che ha attaccato tre ex presidenti del Consiglio di centrosinistra. Prenda spunto da due sindaci di FdI e Lega, perché in questi giorni Alessandro e Loris hanno annunciato le loro unioni civili. Dieci anni fa eravate contro questa legge di civiltà, spero che ci mettiate meno di dieci anni a capire che nell'opposizione ci sono idee interessanti da portare avanti insieme. Meglio tardi che mai", ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni e ha aggiunto: "Lei ha invitato a non banalizzare il dibattito e per noi queste sono parole di rara bellezza. La situazione è molto ardua e finalmente oggi la presidente del Consiglio ha portato un contributo che io apprezzo. Noi non la apprezziamo con la stessa intensità sul tema dell'energia, non perché non abbia detto delle cose interessanti, ma perché pensare che siano Urso e 'mister prezzi' a risolvere il problema delle bollette mi inquieta un poco". Il senatore, rivolgendosi sempre alla presidente del Consiglio, ha inoltre affermato: "Le è mancato un quadro più ampio sulla sovranità energetica e sulla sovranità sulle materie prime. Noi europei non siamo sovrani al livello energetico. E non abbiamo sentito parole sulla minaccia economica che viene dall'amministrazione americana".
Antonio Misiani
Anche il senatore del Pd Antonio Misiani è intervenuto in Aula per rispondere alla premier. "La presidente del Consiglio ha invitato all'unità e alla coesione nazionale: siamo d'accordo ma la presidente Meloni farebbe bene a spiegarlo ai parlamentari della sua maggioranza perché negli interventi abbiamo sentito attacchi a testa bassa all'opposizione, così non si costruisce l'unità e la coesione".
Carlo Calenda
"Avete parlato della frattura dell'Occidente che però non nasce con l'aggressione russa - e io sono il più antirusso qui dentro, sicuramente più del vicepremier -, ma nasce dalla frattura imposta da Donald Trump", ha poi aggiunto il leader di Azione Carlo Calenda nel corso della discussione al Senato sulle sue comunicazioni. "Gli Usa vogliono la disarticolazione dell'Ue. Lei non può essere da un lato con l'Ue e dall'altro fare campagna per Orbán che è sostenuto da Putin", ha detto. Che è tornato a rivolgersi a Meloni per sostenere: "Il suo vicepresidente del consiglio è il centro della propaganda russa. Oggi esiste una cosa da difendere che è la civiltà europea, non l'occidente. Oggi - ha aggiunto - non ha sciolto un punto: se difende l'Ue unita o se non la difende. Se la difende deve abbandonare Orbán e Trump".
Stefano Patuanelli
Il vicepresidente del M5s Stefano Patuanelli è intervenuto facendo notare che "oltre alle accise mobili, si può anche valutare un'altra misura" sull'aumento dei prezzi dei carburanti. "Dal 1998 questo Paese ha deciso di liberalizzare il prezzo dei carburanti, questo si può sospendere per un periodo limitato e si può determinare che a decidere il prezzo sia lo Stato".
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