Politica
13 marzo, 2026La campagna elettorale è stata molto aspra: questo è l’ultimo grande voto prima delle elezioni politiche del prossimo anno
Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum costituzionale sulla giustizia. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta. In questo caso non c’è il quorum e quindi sarà valido indipendentemente dal numero di votanti. Si vota per confermare o respingere il disegno di legge Nordio, che punta a modificare sette articoli della Costituzione.
La magistratura è un organo autonomo e indipendente (art 104). Chi vota sì è favorevole alla separazione delle carriere tra giudice e pubblico ministero, cioè tra magistratura giudicante e requirente. Avranno percorsi universitari diversi, esami di Stato diversi e non si potrà passare da un ruolo all’altro (cosa ammessa ora solo una volta entro i primi 10 anni - legge Cartabia).
Chi vota sì è favorevole anche all’istituzione di un’Alta Corte disciplinare e alla creazione di due Csm distinti che non si occuperanno più degli eventuali procedimenti disciplinari dei magistrati. Chi vota no vuole avere un unico consiglio superiore della magistratura come accade oggi. In entrambi i casi, ci sarebbe sempre il presidente della Repubblica a presiederli.
Se vince il sì, i componenti dei due Csm saranno scelti col sorteggio da giudici e pm, e in parte tra un elenco di professori universitari scelti dal Parlamento. Se vince il no, i componenti del Csm saranno eletti in parte dai magistrati di tutta Italia e in parte dal Parlamento.
La campagna elettorale è stata molto aspra, dalle polemiche per le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri a quelle del capo di Gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi fino a quelle degli esponenti politici: questo è l’ultimo grande voto prima delle elezioni politiche del prossimo anno.
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