Politica
16 marzo, 2026Secondo le prime indiscrezioni Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sarebbero stati a palazzo Madama questo mercoledì, a tre giorni dal referendum. La Russa: "Non era specificato di quale giorno si trattasse: sarà settimana prossima"
I grandi casi di cronaca che entrano in Parlamento, sulle proprie gambe. È il caso di quella che i media hanno ribattezzato “famiglia del bosco”, quella di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, che secondo prime indiscrezioni sarebbero stati ricevuti al Senato dal presidente Ignazio La Russa questo mercoledì. Una presa di posizione - non la prima - che non è passata inosservata. L’invito di La Russa è infatti solo l’ultimo capitolo di una vicenda da mesi sui rotocalchi italiani e su cui la maggioranza si è più volte espressa. In particolare dopo la decisione del tribunale per i minorenni dell'Aquila che ha disposto l'allontanamento della madre dalla casa famiglia in cui le era stato concesso di stare insieme ai due figli.
"Invitare i genitori della cosiddetta 'famiglia del bosco' in Senato a tre giorni dal referendum, dopo mesi di campagna orchestrata dalla destra su questa vicenda per delegittimare il lavoro dei giudici che hanno solo applicato le leggi, è un atto grave e profondamente inopportuno". Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito democratico. "Il presidente del Senato dovrebbe svolgere una funzione di garanzia e di equilibrio istituzionale. Invece - prosegue Rando - ancora una volta Ignazio La Russa dimentica di essere la seconda carica dello Stato e sceglie di intervenire in modo plateale su una vicenda delicata, che riguarda decisioni dell'autorità giudiziaria e la tutela di minori".
“Faziosità” e “scarso rispetto per le istituzioni” anche secondo il senatore dem Walter Verini che, intervistato da Radio Popolare, parla di un uso strumentale di una tragedia familiare. Una “deriva autoritaria” e “populista” anche secondo la senatrice del Pd Sandra Zampa. A pochi giorni dalla chiamata alle urne per il referendum sulla giustizia, anche la senatrice del Movimento Cinque Stelle Alessandra Maiorino parla di un’operazione “di becera propaganda”, spiega in una nota. “Non si tratta di tutela di minori, ma è solo teatro politico".
Giorgia Meloni
Appena dieci giorni fa era stata la stessa Giorgia Meloni ad attaccare i giudici. “Le ultime notizie che riguardano la famiglia Trevallion, la 'famiglia nel bosco', mi lasciano senza parole", scriveva riferendosi alla notizia dell’allontanamento dalla struttura protetta dove le era concesso di stare insieme ai figli e dell’ipotesi di separazione dei due minori. I figli, scriveva Meloni, “non sono dello Stato: i figli sono delle mamme e dei papà, e uno Stato che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti".
La replica di La Russa
Ondata di polemica a cui La Russa risponde definendo una data ben precisa: mercoledì 25 marzo, post referendum. "Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti della sinistra, alcuni noti altri a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia secondo cui avrei incontrato un mercoledì di non si sa quale data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco. È vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà ed è vero che su questo tema sono stato sempre moderato. Così come è esattamente vero che li vedrò ma non questo mercoledì, perchè questo mercoledì non ci sarà aula, non sarò a Roma e sarò come tutti i attesa della data referendaria anche volendone fare campagna". E specifica: "Se ne facciano una ragione, li vedrò mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili".
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