Politica
18 marzo, 2026Il senatore meloniano durante un evento per il sì a Terni: "Con un plotone d'esecuzione sai che devi morire... Dal cancro puoi guarire o morire. Il problema è che ti curano i medici. Se tu vai nelle mani della magistratura invece è un'avventura". Protestano le opposizioni
La capo di gabinetto di Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, aveva definito la magistratura “un plotone d’esecuzione”. E il “sì” al referendum, un buon modo per spazzarla via. Il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini va anche oltre: “Quando caschi davanti la magistratura - ha detto il meloniano durante un evento a favore della riforma della Giustizia che si è tenuto a Terni lo scorso 18 marzo - è come se ti diagnosticano un cancro”.
"Con un plotone d'esecuzione sai che devi morire - ha detto ancora il meloniano - e ti chiedi quanto manca.... Dal cancro puoi guarire o morire. Il problema è che ti curano i medici. Se tu vai nelle mani della magistratura invece è un'avventura. Non sai con chi ti combini, chi ha condotto le indagini, non sai cosa di capiterà".
Zaffini, che è anche presidente della commissione Affari sociali e sanità di Palazzo Madama, non solo non prende le distanze dalle parole di Bartolozzi, che tanto hanno fatto discutere, ma le rivendica e ne condivide il senso: “La capo di Gabinetto del ministro è stata portata su tutte le prime pagine dei giornali perché ha detto che è un plotone d'esecuzione quando caschi davanti alla magistratura” che, per il senatore di FdI, “è peggio di un plotone d’esecuzione”.
I toni di questa campagna elettorale sono già stati particolarmente accesi, e avevano costretto Sergio Mattarella a presiedere straordinariamente una seduta del Csm e a richiamare le parti al rispetto reciproco. Sentendo le uscite di questi ultimi giorni, verrebbe da dire che l’appello del presidente della Repubblica non è bastato.
L’ultima polemica aveva investito un altro parlamentare di Fratelli d’Italia, il deputato Aldo Mattia. Che non aveva dato un giudizio esplicito sulla magistratura - anche se era implicito nel suo ragionamento - ma che, durante un evento per il “sì” organizzato a Genzano di Lucania, aveva invitato i presenti ad affrontare “con determinazione” questo rush finale. Come? Anche facendo ricorso al “solito sistema clientelare”. "Non ci credi? Fammi questo favore. Perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore. Aiutami per quest'altra questione perché io te ne ho fatti già tanti". Poi la sintesi, altrettanto esplicita: "Utilizziamo anche questi mezzi. Perché dobbiamo vincere questa battaglia”.
Il video di Zaffini è stato rilanciato sui social dal Movimento 5 stelle: "Franco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia, paragona gli indagati ai malati di cancro. Sono senza ritegno! Ma in fondo cosa vuoi aspettarti da chi ha tagliato il fondo per la prevenzione oncologica, da chi ha definanziato la sanità pubblica, da chi in 4 anni non ha fatto nulla per le liste d’attesa. Votiamo un No convinto, fermiamo questa deriva. Vergognatevi!”. Per Giuseppe De Cristofaro di Avs, la destra “ha liberato i peggiori istinti, è qualcosa di indecente, mentre la responsabile Giustizia del Partito democratico Debora Serracchiani stigmatizza “un linguaggio che offende non solo le istituzioni, ma anche migliaia di malati che ogni giorno combattono con dignità contro la malattia. È una deriva allarmante”.
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