Politica
19 marzo, 2026In diretta su Rtl 102.5 il ministro ha spiegato come "le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto di terrorismo"
La guerra in Iran risveglia la minaccia del terrorismo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato, in diretta radio su Rtl 102.5, come il conflitto scatenato dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele sull'Iran il 28 febbraio scorso porti con sé possibili ripercussioni sull'Occidente tramite l'arma delle cellule terroristiche per ora dormienti. "Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono in questo momento presi in considerazione - ha spiegato Crosetto, tranquillizzando quella parte dell'opinione pubblica che teme che l'Italia possa entrare in guerra direttamente o indirettamente, tramite il supporto logistico agli Stati Uniti -. Il tema è invece il terrorismo. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, persone attivabili in qualunque momento per un atto di terrorismo".
Il ministro della Difesa ha spiegato che queste cellule sarebbero "dormienti da anni e collocate un po' in tutto il mondo. Questo è un problema più grosso".
Nato, onu e stretto di Hormuz
Spostatosi ad Agorà Rai Tre, Crosetto ha poi parlato del ruolo di organismi come l'Onu e la Nato in questa guerra. "Una flotta europea sarebbe percepita come una flotta Nato, quindi come una flotta che entra in guerra a fianco degli Stati Uniti ed Israele. Invece la bandiera Onu va innalzata. Una flotta che metta insieme Europa, Cina, Asia, India e tutti i Paesi del mondo". Il ministro ha poi toccato la questione dello Stretto di Hormuz: "Se dobbiamo fare un convoglio per mettere in sicurezza Hormuz dobbiamo coinvolgere, partendo dall'Onu anche per ridargli una vita una coalizione di tutte le nazioni in modo che Iran non lo veda come attacco - come aveva detto poco prima anche a Rtl 102.5 - Guterres è oggi al Consiglio europeo e mi auguro lo si convinca a percorrere questa strada e che tutti i leader europei si muovano in questo senso. Mi pare ci sia comunanza di intenti".
L'ex capo della polizia Franco Gabrielli
Sul tema del terrorismo - in particolare in Italia - è intervenuto anche l'ex capo di polizia Franco Gabrielli, che nel corso dell'ultima puntata di Otto e Mezzo su La7 ha lanciato un allarme sul possibile rischio di terrorismo in Italia, definendolo non solo teorico ma “rischio concreto”. Anche Gabrielli come Crosetto, ha sottolineato come le tensioni legate alla situazione in Iran possano avere riflessi anche sul nostro Paese. L'esperto ha spiegato come in Italia, a questo punto, ci si potrebbe aspettare attacchi nella dimensione cyber e digitale, oltre a potenziali rischi sul terreno, citando l’infiltrazione di gruppi legati a regimi sotto pressione.
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