Politica
22 marzo, 2026Supportata dalla Rete degli Studenti Medi del Veneto, Elsa ha raccontato la sua storia per esercitare il diritto al voto. In Italia, tra studenti e lavoratori, i fuorisede sono circa 5 milioni: le agevolazioni esistono solo per i treni e, nel suo caso, avrebbero significato oltre 30 ore di viaggio
Elsa ha 18 anni, studia a Belluno ma è residente in provincia di Catania. Per votare al referendum del 22 e 23 marzo dovrà tornare in Sicilia: un viaggio da circa 300 euro e 12 ore complessive, con la conseguenza di perdere anche alcuni giorni di scuola. “Immaginate dover pagare centinaia di euro per potersi recare alle urne ed esercitare un proprio diritto: non solo è ingiusto, ma non dovrebbe essere la realtà di un Paese che si dice democratico”, racconta.
Il suo caso non è isolato. In Italia, tra studenti e lavoratori, i fuorisede sono circa 5 milioni. Le agevolazioni esistono solo per i treni e, nel suo caso, avrebbero significato oltre 30 ore di viaggio. “Non è accettabile che il governo abbia reso il voto un privilegio per milioni di persone”, dice Elsa, premendo sul calo della partecipazione democratica e sulla crescita dell’astensionismo.
“In moltissimi Paesi europei il voto fuori sede esiste e funziona. Se in Italia non è ancora stato introdotto, è per una mancanza di volontà politica”, afferma la coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto, Viola Carollo. E aggiunge: “La timida sperimentazione dello scorso anno era lacunosa e insufficiente, ed è stata abbandonata semplicemente perché svantaggia Meloni”. Secondo Carollo, “un governo che vuole mettere le mani sulla Costituzione ha il dovere di garantire la più ampia partecipazione possibile”.
Le proteste dei fuorisede
La questione è arrivata anche in piazza. Venerdì, in diverse città italiane - tra cui Milano - studenti e fuorisede hanno manifestato per chiedere l’introduzione del voto fuori sede, denunciando un sistema che, nei fatti, limita l’accesso alle urne per chi studia o lavora lontano dalla propria residenza. Una mobilitazione che parte da storie come quella di Elsa. E che rimette al centro il tema della partecipazione.
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