Politica
24 marzo, 2026Il Guardasigilli intervistato da Sky Tg24 all'indomani della sconfitta al referendum sulla Giustizia: "È una vittoria dell'Anm, che diventa un soggetto politico autonomo. Anche la sinistra dovrà farne i conti se dovesse andare al governo"
All’indomani della sconfitta al referendum, Carlo Nordio se ne assume “la responsabilità politica” e ammette i “difetti di comunicazione o impostazione” che - spiega in un’intervista a Sky Tg24 - “sono stati anche i miei. Le sconfitte in politica si devono mettere in bilancio e si devono affrontare con serenità e continuare a lavorare”. Ma nonostante i contrasti spesso aspri per via (anche) delle sue uscite, a partire da quella sul funzionamento “paramafioso” del Csm, Il Guardasigilli non si include - “Mi sono tenuto lontano” - tra chi ha dato invece vita a un “eccesso di polemica” che comunque “non ha influito più di tanto sul risultato”.
Quello su cui si è votato “era un quesito estremamente tecnico che purtroppo è stato trasformato in una questione politica”, dice Nordio, convinto che "tutta la campagna che ha fatto il centrosinistra sia stata improntata su una emotività che ha colpito l'immaginazione degli italiani. Si è detto che volevamo sovvertire la Costituzione, che volevamo sottoporre la magistratura all'esecutivo, cose non vere, addirittura che volevamo umiliare la magistratura. Non penso - aggiunge - che tutti abbiano sentito l'esigenza di informarsi sul contenuto della legge, personalmente mi sono prodigato per quasi due mesi per spiegare in tutta Italia il merito della riforma, senza scendere in politica, ma evidentemente anche questo non ha funzionato”.
Il ministro, nonostante escluda “ritorsioni” da parte delle toghe, prevede una “forte pressione politica” da parte della “magistratura associata e sindacalizzata. Questa - spiega - è una vittoria dell'Anm che ha subito introdotto il comitato del no. Questo dara all''Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e dovrà farne i conti anche la sinistra se dovesse andare al governo. Qui - aggiunge - i vincitori non sono due, Pd, 5 stelle" e magistrati, "ma è l'Anm che diventa un soggetto politico e sarebbe un soggetto politico anomalo”.
Che futuro per Nordio in un eventuale futuro secondo governo Meloni? “Credo che potrò ritornare ai miei diletti studi e ai miei hobby. Non tanto per il fatto che le sconfitte politiche si pagano, è inutile far finta di nulla, ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare entro quest’anno - dice il ministro -. Il prossimo anno compio un anno matematico a seguito del quale penso di aver diritto a un po' di riposo. Sono stato chiamato a questo altissimo incarico, per il quale ringrazio e ringrazierò sempre la premier, per fare una serie di riforme, la più importante delle quali purtroppo non è andata bene probabilmente anche per colpa mia".
Ora che il referendum sulla Giustizia è archiviato, il dicastero di via Arenula finisce sotto esame? Al momento tutti dovrebbero rimanere al proprio posto, ma è indubbio che qualche riflessione verrà fatta. Innanzitutto sulla capo di gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, che in campagna elettorale aveva definito la magistratura “plotone d’esecuzione”, ma anche sul sottosegretario Andrea Delmastro, al centro della polemiche per il caso del ristorante in società con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese. A chi gli chiedeva se fosse in discussione la posizione di Bartolozzi, Nordio risponde: “No, assolutamente. Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente”.
E su Delmastro: “Sono certo che il sottosegretario riuscirà a chiarire. Se sei a cena in un ristorante non puoi chiedere la carta di identità del proprietario. Ho stretto tante mani in questa campagna referendaria, non vorrei che un giorno uscisse che sono abbracciato con un mafioso. Sulla società, non conosco nemmeno quali siano i suoi termini perché fino a ieri mi sono occupato solo del referendum. Sicuramente la vicenda sarà chiarita, ho letto che anche l'Antimafia se ne occuperà. Conoscendo Delmastro tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione, ma certamente non che abbia contiguità, simpatie o conoscenze mafiose. Lui è più fermo e io anche più garantista”.
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