Politica
26 marzo, 2026Le tensioni post-referendum colpiscono anche il partito di Antonio Tajani. Dopo la raccolta firme di Lotito, la prima testa che cade è quella dell'ex vicepresidente del Senato. Al suo posto è in pole Stefania Craxi
Maurizio Gasparri si è dimesso da capogruppo di Forza Italia al Senato. Le tensioni scaturite dalla vittoria del No al referendum colpiscono anche gli azzurri. Dopo le “pulizie” interne a Fratelli d’Italia – sono caduti, in ordine, Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè – anche il partito di Antonio Tajani rivede le posizioni apicali. Il primo a subire le conseguenze della bocciatura della riforma sulla magistratura è uno dei politici più vicini all’attuale segretario.
Gasparri, che aveva iniziato la legislatura da vicepresidente di Palazzo Madama, salvo poi scambiarsi di posto con Licia Ronzulli e prendere la guida del gruppo forzista, ha convocato di suo pugno una riunione dei senatori. L’appuntamento è alle 16.30 di oggi, 26 marzo, e l’ordine del giorno è inequivocabile: “Dimissioni presidente del gruppo”, al primo punto, “Elezioni nuovo presidente del gruppo”, a seguire. In pole per l’avvicendamento c’è Stefania Craxi. Mentre, secondo alcune indiscrezioni, Gasparri dovrebbe assumere la presidenza della commissione Esteri e Difesa.
Il segnale che Forza Italia sta dando potrebbe anche essere scaturito dalla delusione della famiglia Berlusconi per l’esito del referendum. Inoltre, già da tempo Marina e Pier Silvio chiedono un ringiovanimento della prima linea intorno a Tajani. Un’ulteriore accelerazione potrebbe essere stata impartita dall’iniziativa del senatore Claudio Lotito, che ha avviato una raccolta firme per la destituzione di Gasparri. Secondo fonti parlamentari azzurre, 14 senatori su 20 avrebbero firmato la lettera – tra i quali ci sarebbero anche i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati – in cui si esortava Gasparri a lasciare il ruolo di capogruppo per favorire l’unità della componente azzurra a Palazzo Madama.
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