Ristoranti
23 marzo, 2026Dalle allodole dolci dell’Est Europa al Nowruz persiano, passando per la Cramaillotte francese e il Bannock scozzese: la primavera si celebra a tavola con riti e ricette simboliche in tutto il mondo
Festeggiare l’arrivo della primavera a tavola è nel mondo consuetudine trasversale e infinite sono le tradizioni che vengono tramandate di padre in figlio per celebrare il risveglio della natura e dei sensi. Tra quelle che richiedono un certo senso artistico e buona manualità, c’è la preparazione degli Zhavoronki, un’antica tradizione marzolina di molti paesi dell’Europa Orientale. È in questo periodo che gli espositori dei fornai si affollano di piccoli panificati dolci a forma d’allodola, uccellino il cui ritorno segna l'inizio della rinascita primaverile.
Dedicati a quest’ultima ma anche ai 40 Martiri di Sebaste, gli Zhavoronki includono farina, zucchero, lievito e olio; con la pasta si formano dei salsicciotti allungati da annodare a forma di volatile; pizzicando le estremità si creano il becco e la coda, uva passa o chiodi di garofano sono ideali per gli occhi. Il segreto per ottenere delle allodole dal gusto unico e di luminosa beltà? Spennellarle di un tè nero forte, ben zucchero e lasciato raffreddare, prima di infornarle e di olio evo a fine doratura, per farle brillare.
In Francia, le spettacolari fioriture dei campi di tarassaco non solo segnalano la fine dell’inverno, ma interpretano anche l'ingrediente principale della Cramaillotte, deliziosa conserva tipica della Franca Contea. Una ricetta squisitamente primaverile preparata con fiori di tarassaco, zucchero, acqua, arance e limoni; sapore delicato, colore dorato e consistenza simile al miele, è ottima sul pane o in accompagnamento ai formaggi. Il Capodanno persiano, invece, che si chiama Nowruz e cade in corrispondenza dell'equinozio di primavera, viene festeggiato da molte famiglie gustando ciotole di Samanu, un budino denso a base di germogli di grano, farina e acqua, dal sapore intenso e dolcissimo.
La preparazione del piatto, la cui cottura richiede molte ore, è spesso un rituale collettivo, amici e parenti si riuniscono e a turno rimestano il contenuto della pentola che cuoce piano piano, cantando filastrocche, esprimendo desideri per l'anno a venire. In Scozia, l'ancestrale festa celtica di Beltane, celebrata tra l'equinozio di primavera ed il solstizio estivo, prevedeva falò, benedizioni del bestiame e un cibo semplice e simbolico noto come Bannock di Beltane, un pane piatto non lievitato a base di farina d'avena e cotto sulla pietra a cui nel tempo si sono aggiunti un pizzico di bicarbonato, strutto oppure olio – una sorta di piadina romagnola made in Scozia. Tagliato a spicchi, oggi come ieri viene gustato a colazione o per la merenda, sovente farcito con burro e marmellata, ma è facile vederlo anche sul tagliere accanto a formaggi e salumi o tuffato, come rinforzo, in zuppe e in vellutate.
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