Salute
3 febbraio, 2026Secondo una ricerca condotta in 13 Paesi europei dall’Ined e dal Bib, le differenze regionali nell’aspettativa di vita si sono accentuate a partire dalla metà degli anni Duemila, con un rallentamento marcato nelle aree più fragili
Dallo studio condotto in 13 Paesi europei occidentali da ricercatori dell’Institut national d’études démographiques (Ined) e dell’Istituto federale tedesco di ricerca demografica (Bib) emerge che i territori europei si stanno muovendo a due diverse velocità in fatto di aspettativa di vita. Amplificando le disuguaglianze nel continente.
Secondo il report, tra il 1992 e il 2019 si è ampliato il divario tra le regioni più favorite, dove l’aspettativa di vita continua a crescere, e quelle in ritardo, dove i progressi rallentano o si arrestano. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications e ripresi dal quotidiano francese Le Monde. Le mappe elaborate dai ricercatori mostrano come la frattura sia sempre più marcata all’interno dell’Europa occidentale.
il cambio di marcia dopo il 2005
I ricercatori individuano una cesura a partire dal 2005. Nel periodo precedente, dal 1992 al 2005, definito come una sorta di “età dell’oro”, i guadagni in termini di aspettativa di vita erano stabili e diffusi. In Europa occidentale aumentavano in media di circa 3 mesi e mezzo all’anno per gli uomini e di 2 mesi e mezzo per le donne.
In quella fase, le regioni inizialmente più svantaggiate registravano i progressi più rapidi, contribuendo a ridurre le differenze territoriali. Dopo il 2005, questa dinamica è cambiata.
Tra il 2018 e il 2019, i guadagni medi annui hanno visto una brusca frenato, scendendo a 55 giorni per gli uomini e a 35 giorni per le donne. Si tratta di circa la metà rispetto ai livelli degli anni Novanta. Ed è questa la fase caratterizzata da una crescente divergenza: mentre le regioni più avanzate mantengono progressi stabili, quelle in ritardo vedono un netto rallentamento.
la frattura tra i 55 e i 74 anni
L’analisi per fasce d’età indica che la frattura è legata soprattutto all’evoluzione della mortalità tra i 55 e i 74 anni. Negli anni Novanta, il rischio di morte in questa fascia diminuiva rapidamente. A partire dagli anni Duemila, invece, questo calo si è fermato e in alcune regioni si è persino invertito. È il caso della maggior parte dei territori del versante mediterraneo francese e di una vasta parte della Germania.
Dal momento che queste età concentrano un numero elevato di decessi, una stagnazione o un aumento della mortalità tra i 55 e i 74 anni è sufficiente a frenare l’intera dinamica dell’aspettativa di vita.
le ipotesi
Lo studio non consente di individuare cause precise. Tuttavia, come riporta Le Monde, emergono alcune ipotesi. Tra queste figurano l’aumento dei comportamenti a rischio, come il fumo, il consumo di alcol, una cattiva alimentazione e la sedentarietà, nelle generazioni che oggi raggiungono queste età.
Un altro fattore è la crescente divergenza economica regionale osservata in Europa dalla metà degli anni Duemila. Alcuni territori affrontano declino demografico e prospettive di crescita limitate, con effetti negativi sulla salute delle popolazioni.
le soluzioni politiche
Secondo i ricercatori, questi risultati porrebbero interrogativi centrali per le politiche di salute pubblica e per la lotta alle disuguaglianze. Il futuro della longevità in Europa non dipenderebbe tanto dall’esistenza di un limite biologico, quanto piuttosto dalla capacità dello stato sociale di ridurre i divari.
il caso dell'Italia
Se si osservano le mappe riportate sul quotidiano francese, salta agli occhi il caso dell'Italia, ancora una volta divisa in due tra Nord e Sud. Nel 1993 l'aspettativa di vita degli uomini nella maggior parte delle regioni settentrionali si aggirava intorno ai 74 anni, mentre alcune aree del Centro e del Sud raggiungevano anche i 76/77 anni.
Un fenomeno meno evidente per quanto riguarda la media di mortalità femminile (migliore nelle regioni centrali e del nord est: circa 85/86 anni, a differenza degli 82/83 anni del resto dei territori). Se si osservano i diagrammi che riportano i dati rilevati nel 2019, non è difficile notare un cambio di marcia: l'aspettativa di vita al Nord (circa 82 anni per gli uomini e 86 per le donne ha scartato di qualche anno quella registrata nelle regioni meridionali (circa 80 anni per gli uomini e 84 per le donne).
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