Sostenibilità
30 gennaio, 2026Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica a margine dell'evento degli Energy Days di Torino: "Stiamo andando avanti articolo per articolo, ormai sta diventando un treno con tanti, tantissimi vagoni"
Il decreto energia è vicino al traguardo. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, a Torino per gli Energy Days, ha spiegato che il testo è ormai nella fase finale, dopo un lavoro “articolo per articolo” che ha coinvolto più ministeri. I tempi sarebbero infatti maturi "affinché entro febbraio il Consiglio dei ministri lo approvi", in un momento che definisce di “concerto” tra le diverse amministrazioni. "Stiamo andando avanti articolo per articolo, orma sta diventando un treno con tanti, tantissimi vagoni".
La parte tecnica, ha chiarito Pichetto Fratin, sarebbe sostanzialmente chiusa, ma non verrebbe ancora resa pubblica per evitare di riaprire nuovi fronti di confronto: “Ogni regola crea automaticamente nuovi dibattiti”. Sul tavolo resta soprattutto il nodo dei costi dell’energia. Il ministro ha riconosciuto le pressioni delle imprese e indicato la Germania, che ha messo in campo un piano da 26 miliardi di euro, come principale termine di paragone. “Non può essere la Francia perché ha il nucleare ed è in grado di dare l'energia a metà prezzo. Peggio ancora la Spagna, che ha il nucleare e tutta l'Andalusia fotovoltaica. Noi dipendiamo ancora molto dal gas e aumentare le rinnovabili non è semplice".
L’obiettivo, per Pichetto Fratin, sarebbe quindi "non distanziarsi dai tedeschi: ho incontrato il loro governo la settimana scorsa. La salvezza dei nostri due Paesi è restare agganciati”.
Il ministro è poi tornato a parlare della localizzazione del deposito dei rifiuti nucleari: "Tutta Italia è in gioco. E io dico: deve esserci un interesse dei territori ad avere il deposito". Soprattutto perché l'Italia produrrebbe "un quantitativo di media e bassa intensità" di rifiuti radioattivi "tutti i giorni. Io me li metterei nel mio cortile". Quelli ad alta intensità, invece, sono destinati all'estero. E su questo, ha annunciato: "Abbiamo firmato ieri il rinnovo dell'accordo di Lucca con la Francia che prevede il totale del riprocessamento al 2056".
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