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26 gennaio, 2026Articoli correlati
Dopo aver portato la fiaccola a Vicenza, il portabandiera di Monaco 1972 è rimasto fuori dalla cerimonia finale, senza neanche un passaggio. Anche il Comune attacca il comitato organizzatori dei Giochi: "C’era un pulmino sul quale si poteva salire, ma Pamich è stato lasciato per strada"
Abdon Pamich, esule fiumano e leggenda della marcia italiana - cinque Olimpiadi, un oro e un bronzo - ha portato a Vicenza la fiaccola dei Giochi di Milano Cortina. Poi, il 92enne è rimasto solo. Un altro tedoforo dimenticato, questa volta per strada. E intanto la cerimonia finale andava avanti senza di lui e - raccontano testimoni - senza neppure citare il suo nome.
La disavventura, ricostruita dal Giornale di Vicenza, ha del surreale. Pamich è stato campione europeo, quaranta volte campione italiano. Nel 1960 strappò a Roma un bronzo olimpico, qualche mese dopo nella stessa capitale il record mondiale dei 50 chilometri. Nel ’72 fu persino portabandiera alle Olimpiadi di Monaco. E adesso si è aggiunto all’elenco degli olimpionici per cui la Fiamma ha acceso più polemiche che ricordi.
L’idea era nata come memoria storica, non solo dei Giochi: una staffetta tra esuli. “Ho voluto organizzarla, ma meritava un’attenzione differente e di questo lui è rimasto dispiaciuto, così come me”, è il racconto di Dario Zaccariotto, padovano figlio di esuli istriani, che aveva chiamato l’ex atleta 92 enne proprio per via delle loro affinità.
Ma quella staffetta si è trasformata in una marcia in solitaria. Dopo lo scambio della fiaccola, il corteo è proseguito verso piazza dei Signori. Pamich no. È rientrato in centro grazie a un passaggio offerto da alcuni rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, tra cui Maria Cristina Sponza. Che ha denunciato l’accaduto sul suo account Facebook: “Devo fare un grandissimo rimprovero all’organizzazione - si legge nel post - perché un atleta di tale portata, di 92 anni, partito da Roma in treno il mattino stesso, alla fine del suo percorso è stato praticamente lasciato sulla strada, con tutte le difficoltà legate all’età, al traffico, al parcheggio. È arrivato in piazza a cerimonia praticamente finita e non ha ricevuto nessuna menzione sul palco in Basilica. Spero arrivino delle scuse”.
Anche il Comune di Vicenza si è accodato al rammarico di Sponza e ha preso di mira la Fondazione Milano Cortina: “Avevamo chiesto la lista dei tedofori, ma, per ragioni di privacy, i nomi non ci sono stati forniti”, la spiegazione dell’assessore ai grandi eventi Leone Zilio. “C’era un pulmino sul quale i tedofori potevano salire per arrivare in piazza, ma Pamich è stato lasciato per strada ed è arrivato tardi alla cerimonia. Ci è dispiaciuto, ma non è colpa nostra; abbiamo anche inviato un’e-mail con le nostre rimostranze alla Fondazione”.
La Fondazione, dal canto suo, ha replicato - al Giornale di Vicenza - che la navetta riporta i tedofori al punto di raccolta, non agli eventi finali. E che ogni partecipante può scegliere se salirvi o meno. Pamich è rimasto inizialmente a terra, ma come raccontano alcuni testimoni ha comunque potuto raccogliere sorrisi, abbracci, l’affetto di persone che ricordavano la sua storia. E alla fine anche un passaggio, seppur d’emergenza.
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