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6 febbraio, 2026La manifestazione è stata organizzata da Fuori Registro, Collettivo Sestrogrado, Uds e Milano Deriva. Alle proteste contro l'Ice si sono unite quelle che chiedono Giochi olimpici più sostenibili e lo stop ai tagli sull'istruzione
Alle manifestazioni contro la presenza dell'Ice a Milano Cortina si è aggiunta un'altra protesta. Questa volta a scendere in piazza sono stati soprattutto gli studenti, che hanno occupato il parco davanti al rettorato del Politecnico di Milano (in Piazza Leonardo da Vinci) con striscioni e slogan contro la polizia anti-immigrazione di Donald Trump.
"Se non cambierà, bloccheremo la città", questo uno dei cori ripetuti dal corteo di Piola, nel cuore del quartiere Città Studi, che si è svolto oggi, venerdì 6 febbraio. L'iniziativa è stata organizzata da Fuori Registro, Collettivo Sestrogrado, Uds e Milano Deriva.
"Il nostro diritto allo studio e il nostro diritto alla città verranno negati - si legge nel comunicato diffuso sulla pagina Milano in Movimento - in una città sempre meno accogliente verso chi la anima, vengono accolte milizie paramilitari che in America compiono rastrellamenti violenti ed arbitrari, esecuzioni pubbliche, rapiscono bambini di 5 anni. Non possiamo permettere la normalizzazione di tutto ciò".
gli altri motivi delle proteste
All'appello dei collettivi si è aggiunto anche quello di UduMilano e Rete Studenti che hanno invitato gli studenti a scendere in piazza - alla stessa ora e nello stesso giorno - per protestare anche contro le questioni economiche e di sostenibilità che riguardano la manifestazione. "Noi student3 - si legge sulle pagine social dei collettivi - vediamo i nostri territori trasformati in passerelle per eventi insostenibili, lontani dai bisogni reali delle comunità. Queste Olimpiadi non uniscono: sono propaganda e speculazione".
Per i giovani, anche il contrasto tra i massicci investimenti per la manifestazione e i continui tagli all'istruzione pubblica e ad altri settori fondamentali sarebbe insostenibile. "Nelle Dolomiti il simbolo è la pista da bob di Cortina - scrivono - 120 milioni spesi per un impianto impattante e destinato al disuso, mentre sanità, scuole, trasporti e diritto allo studio vengono definanziati. Non ci servono opere inutili, ma edilizia popolare, servizi pubblici e spazi sicuri".
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