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1 marzo, 2026Intanto si aggrava il bilancio del bombardamento sulla scuola femminile a Minab, nel sud dell’Iran, durante gli attacchi militari. Secondo la Cnn, i morti sarebbero almeno 148, con 95 feriti
Si aggrava il bilancio delle vittime nella nuova escalation militare in Medio Oriente dopo gli attacchi congiunti contro l’Iran e la successive reazione di Teheran. Morti e feriti si registrano in più Paesi, mentre cresce la pressione diplomatica internazionale per evitare un ulteriore allargamento del conflitto.
I militari americani uccisi
Tre militari statunitensi sono morti e cinque sono rimasti feriti durante l’operazione “Epic Fury” in Iran. Lo ha annunciato lo US Central Command, citato dall’Ansa. Nei giorni precedenti l’ex presidente americano Donald Trump aveva avvertito pubblicamente della possibilità di vittime tra le forze statunitensi coinvolte nelle operazioni militari. Dal canto suo, l'inquilino della Casa Bianca ha lodato il lavoro del pentagono in Iran: "In un colpo solo 48 leader iraniani se ne sono andati. Nessuno può credere al successo che stiamo avendo", ha detto in un'intervista a Fox. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sanno i target che sono rimasti ancora da colpire. Tuttavia, è di poco fa la notizia che il presidente americano avrebbe dato la propria disponibilità a parlare con i vertici iraniani. Lui stesso ha spiegato al The Atlantic che la nuova leadership iraniana potrebbe voler dialogare: "Ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro. Avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo", ha detto.
In Israele almeno 9 morti
In Israele, intanto, un missile iraniano ha colpito un condominio nel villaggio di Beit Shemesh, a circa 30 chilometri da Gerusalemme. Secondo i media israeliani, il bilancio è di almeno nove morti, quattro dei quali si trovavano all’interno di un rifugio al momento dell’impatto. Altre 23 persone risultano ferite e circa 20 disperse. I soccorritori sono ancora impegnati tra le macerie alla ricerca di eventuali sopravvissuti.
La strage in una scuola
Si aggrava invece il bilancio dell’esplosione che ha colpito una scuola femminile a Minab, nel sud dell’Iran, durante gli attacchi militari. Secondo la Cnn, che cita il procuratore locale, i morti sono saliti a 148, con almeno 95 feriti. L’emittente ha geolocalizzato video provenienti dalla scuola Shajaba Tayyiba, situata a circa 60 metri da una base militare iraniana. Immagini satellitari indicano tuttavia che i due siti risultano separati almeno dal 2016.
Morti negli Emirati Arabi
Nuove vittime si registrano anche negli Emirati Arabi Uniti, colpiti dai raid iraniani. Secondo fonti ufficiali riportate da Afp, tre persone — un cittadino pakistano, uno nepalese e uno bengalese — sono morte e altre 58 sono rimaste ferite. Il ministero della Difesa emiratino ha riferito che dall’inizio degli attacchi sono stati rilevati 165 missili balistici, di cui 152 intercettati, oltre a due missili da crociera. Individuati anche 541 droni iraniani, 506 dei quali distrutti dalle difese aeree.
La voce dell'Unione europea
Sul piano politico cresce la preoccupazione internazionale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dopo una telefonata con lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha avvertito che “il rischio di un’ulteriore escalation è reale” e ha chiesto una “transizione credibile in Iran” che porti alla fine dei programmi nucleari e missilistici militari e delle azioni destabilizzanti nella regione. Secondo von der Leyen, una soluzione duratura dovrà anche sostenere le aspirazioni democratiche della popolazione iraniana.
Il dibattito in Italia
Dopo le polemiche che hanno investito il ministro della Difesa Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai e di rientro solo oggi, domenica 1 marzo su un volo di Stato che - ha assicurato - avrebbe pagato di tasca sua "il triplo della Tariffa per gli ospiti dei voli di Stato" - anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è intervenuta per esprimere preoccupazione per la crescente escalation e chiedere al governo un impegno per la de-escalation e per il rientro in sicurezza dei cittadini italiani rimasti bloccati nell’area del Golfo. Schlein ha criticato possibili azioni militari unilaterali ritenute in violazione del diritto internazionale, sostenendo che un allineamento eccessivo agli Stati Uniti potrebbe danneggiare il ruolo diplomatico tradizionalmente svolto dall’Italia nella regione.
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