Televisione
15 gennaio, 2026I produttori cinematografici italiani spingono invece affinché l'attuale amministratore delegato resti. Intanto, in Rai prende corpo l’ipotesi di un accorpamento tra le direzioni Relazioni istituzionali e Affari internazionali
Cambio della guardia a Rai Cinema? Secondo indiscrezioni, l’attuale amministratore delegato Paolo Del Brocco potrebbe lasciare a breve il posto ad Angelo Mellone, oggi direttore del Day Time Rai. Il cambiamento, spiegano fonti di alto livello in Rai, sarebbe imminente.
Mellone, dirigente di lungo corso e figura poliedrica tra televisione, scrittura e musica, viene considerato un profilo in ascesa. Resta però aperto il nodo del confronto con Del Brocco, che dal 2007 (prima come direttore generale e poi come amministratore delegato) ha costruito un modello industriale solido e riconosciuto, conquistando la stima dell’intero settore cinematografico. Oltretutto sono numerose le pressioni da parte dei produttori cinematografici italiani affinché Del Brocco resti al suo posto. La Rai, dopo le note vicissitudini del Mic, rimane l'unico fortino al quale aggrapparsi per finanziare il cinema.
In Rai prende corpo l’ipotesi di un accorpamento tra le direzioni Relazioni istituzionali e Affari internazionali. La prima è attualmente guidata ad interim dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi, dopo l’uscita della direttrice Angela Mariella, passata alla guida della Deoi. L’idea sarebbe quella di tornare a una struttura unificata, includendo la direzione Relazioni internazionali oggi diretta da Simona Martorelli, che andrà in pensione a marzo. Per la guida della nuova direzione unificata, il nome più accreditato resta quello dell’attuale vicedirettrice del Tg2, Maria Antonietta Spadorcia.
Condanna e preoccupazione da parte di sindacati e associazioni di categoria per la diffusione di liste di proscrizione contenenti i nomi di giornaliste e giornalisti indicati come presunti “agenti dell’Entità sionista” e pubblicate sul sito del cosiddetto "Nuovo Partito Comunista Italiano". Una pratica giudicata incompatibile con i principi democratici e con la libertà di stampa.
Unirai Figec ha espresso solidarietà alla direttrice dell’Ufficio stampa Rai Incoronata Boccia e ai colleghi coinvolti, definendo la schedatura “inquietante” e chiedendo un intervento delle autorità giudiziarie. Sulla stessa linea la consigliera di amministrazione Rai Federica Frangi, che ha parlato di una pratica “grave e inaccettabile”, sottolineando come la classificazione ideologica dei professionisti dell’informazione colpisca il servizio pubblico e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e pluralista.
Usigrai ha definito l’episodio “grave e inquietante”, evocando un ritorno a metodi che richiamano gli anni bui della storia del Paese, mentre l’Associazione Giornaliste Italiane ha espresso piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi inseriti nelle liste, denunciando una forma di intimidazione sistematica incompatibile con lo Stato di diritto. Ferma anche la posizione del presidente dell’Associazione Stampa Romana, Paolo Tripaldi che ha parlato di vere e proprie liste di proscrizione, destinate a intimidire chi svolge il proprio lavoro al servizio dell’informazione.
Solidarietà è arrivata infine dal coordinamento di Pluralismo e Libertà, che ha auspicato un intervento rapido delle autorità competenti per fermare la diffusione di elenchi che alimentano un clima di delegittimazione. Pur provenendo da un soggetto politico privo di un ruolo rilevante nel panorama istituzionale, la vicenda viene considerata seriamente dal mondo dell’informazione, che ribadisce la necessità di tutelare libertà di stampa e pluralismo da qualsiasi forma di intimidazione.
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