Televisione
9 febbraio, 2026La senatrice del Movimento 5 stelle e presidente della commissione di Vigilanza ha commentato le scelte di Viale Mazzini e i condizionamenti dell'esecutivo: "Chi fa parte del loro circuito viene tutelato, gli altri sono fatti fuori"
Le polemiche sulla telecronaca sulla cerimonia di apertura di Milano Cortina e sul ruolo del direttore di Rai Sport Paolo Petrecca continuano a risuonare dentro e fuori Viale Mazzini. A intervenire è Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 stelle e presidente della commissione di Vigilanza Rai, che in un’intervista a Repubblica ha parlato di una Rai sempre più segnata da logiche politiche: “Telemeloni è tutt’altro che meritocratica. E questi sono i risultati: gaffe veramente eclatanti, un’inadeguatezza manifesta davanti a tutto il mondo”. Il caso, secondo Floridia, non riguarda il singolo dirigente ma “la reputazione e il prestigio del servizio pubblico”.
cosa è successo con petrecca
Al centro della bufera c’è la scelta di affidare a Petrecca un ruolo così esposto, nonostante le sfiducie raccolte in passato nelle redazioni da lui dirette. Al suo posto avrebbe dovuto esserci Auro Bulbarelli, che ha pagato lo scotto dello “spoiler” sulla sorpresa di Sergio Mattarella, arrivato in tram insieme a Valentino Rossi. Così Petrecca si era fatto avanti per raccontare la cerimonia, ma ha fatto parlare di sé per diversi errori nel commento, tra cui nomi di atleti sbagliati e protagonisti non menzionati (come Ghali).
Dopo giorni di tensione interne, in Rai circola la voce che il direttore potrebbe non chiudere i Giochi, ma senza adottare provvedimenti formali. Una gestione che ha riacceso le critiche dell’opposizione, convinta che all’interno dell’azienda “chi fa parte del loro circuito venga tutelato mentre altri sono stati fatti fuori”, ha detto Floridia, accusando il governo di privilegiare la vicinanza politica al merito.
Nel suo affondo, la presidente della Vigilanza Rai ha allargato il quadro e collegato il caso Petrecca al clima generale: una commissione di garanzia bloccata da oltre un anno e un’attenzione selettiva da parte dell’esecutivo. “Il tema non è una singola gaffe - ha spiegato - ma il modello di gestione del servizio pubblico”. Che adesso potrebbe mettersi alla ricerca di un terzo nome per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.
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