I suoi primi - eccezionali - dischi non vendettero. E così visse a Detroit da operaio edile, conservando nell'ombra la sua passione. Prima di scoprire che le sue canzoni, arrivate in Sud Africa, erano diventate la colonna sonora di una generazione. Nel 2013 il documentario che racconta la sua vita ha vinto l'Oscar. E quest'anno lui girerà il mondo in tour. Passando anche da Bologna e da Milano

Nome: April. Residenza: Cina. Commento: «Ho pianto per venti minuti dopo aver visto Sugarman. Rodriguez è diventato il mio idolo».
Nome: Vibanshu. Residenza: India. Commento: «Penso di essere fortunato ad averti conosciuto. La tua storia è un miracolo. Mi fa credere in me stesso, nel destino, in dio. Mi sento come se avessi scoperto un tesoro che renderà la mia vita più ricca».

Sixto Rodriguez è un cantautore di Detroit. E questo è l'effetto che ha sulle persone: travolge. La sua storia personale, insieme alla sua musica, ha raggiunto la fama mondiale grazie a un documentario, “Searching for Sugarman”, che ha vinto il premio oscar nel 2013. E ora l'inconsueta star, ex muratore riscoperto dai suoi fan, è in tour, anche in Italia: il 21 marzo sarà a Bologna - il concerto è già sold out - e il 22 a Milano, prima di partire per Vienna, Varsavia, Bruxelles.

Per capire come possa questo sessantenne dagli occhiali scuri riempire stadi e teatri, dopo aver emozionato migliaia di persone grazie al film a lui dedicato, dobbiamo partire dalla sua vita. Nato il 10 luglio del 1942 nel Michigan, Rodriguez riuscì a registrare il suo primo album completo, “Cold Fact”, nel 1970. L'anno successivo uscì il secondo, “Coming from Reality”. Ma i dischi, nonostante le ottime critiche, non riuscirono a vendere.
Così, nell'arco di qualche anno, arrivò l'oblio, la chitarra finì in un angolo, e lui continuò il suo lavoro da operaio edile, umile, con tre figlie che portava sempre al museo, una laurea in filosofia conquistata studiando a casa la sera.
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Nel frattempo però i suoi 33giri arrivarono, copiati, passati di mano in mano, in Sud Africa. Dove i suoi testi lirici e impegnati, le parole di “I wonder” e gli accordi di “Cause”, divennero la colonna sonora degli afrikaans che si ribellavano all'apartheid e iniziavano a mettere in discussione l'establishment. «Quando arrivammo in Canada nel 1998 portammo con noi solo tre album», racconta un emigrato da Kimberly sul blog del cantautore: «Uno di questi era Cold Fact, comprato in Sud Africa. Rodriguez è stato una fonte unica di ispirazione per noi, per la nostra generazione. Era sullo stesso piedistallo di Bob Marley: ricordo ogni parola di ogni sua canzone».
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Di questo successo oltre Oceano e al di là dell'Equatore Rodriguez non ne sapeva nulla. Nessun introito, nessuna segnalazione. Fino a che la figlia, nel 1998, non scoprì per caso il sito web creato da un ragazzo sudafricano sul suo musicista di culto. Da lì, iniziò la seconda vita di Sixto Rodriguez: dopo la “riscoperta” organizzò un tour in Sud Africa che riunì decine di migliaia di persone.
Sixto Rodriguez 1970

A Detroit però continuava ad essere uno sconosciuto. In America o in Europa il suo nome non diceva nulla. Fino a che lo svedese Malik Bendjelloul non ha realizzato “Searching for Sugarman”, dal titolo di una delle canzoni più famose del musicista a cui è dedicato. «Ho scaricato il documentario sull'iPad e l'ho guardato sul treno dalle Alpi a Lione, con le cuffie», scrive Oli Ash, un ragazzo che come altre seimila persone ha voluto lasciare un messaggio sul blog di Rodriguez: «C'era solo un altro ragazzo nel vagone. Dopo un'ora si è avvicinato e mi ha chiesto cosa stava succedendo, visto che facevo sempre più rumori, applausi, pianti, ridevo, mentre il film si sviluppava. Gli ho raccontato di che storia straordinaria si trattava e mi ha detto che sarebbe andato subito alla Fnac a comprare il dvd». È grazie a questo passa-parola, e ai premi ricevuti al Sundance Festival, fino all'Oscar, che il cantautore-muratore è diventato famoso a livello internazionale. E adesso per lui è iniziata una terza vita. Con lacrime dal pubblico e teatri pieni, in tutto il mondo.

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