Attualità
31 luglio, 2025La scelta di andare nel Paese elvetico dopo che la donna, affetta da sclerosi multipla, si è vista negare per tre volte la richiesta dalla Asl. L'ultimo messaggio: "Parlamentari, fate una legge sensata"
Martina Oppelli, la cinquantenne triestina affetta da sclerosi multipla, è morta questa mattina – 31 luglio – in Svizzera. Lo scorso primo luglio, dopo il terzo “no” ricevuto dalla Asl locale il 4 giugno, agli inizi di luglio la donna aveva fatto un accorato appello in cui aveva ammesso di star valutando di andare nel Paese elvetico, dove oggi ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. È stata accompagnata oltre confine da Claudio Stellari e Matteo D'Angelo, iscritti a "Soccorso Civile", associazione per le disobbedienze civili sul fine vita di cui è rappresentante legale Marco Cappato. Domani alle 13:30 è prevista una conferenza stampa durante la quale interverranno Marco Cappato, Claudio Stellari, Matteo D'Angelo e Felicetta Maltese, già imputata in altro procedimento, che ha fornito aiuto logistico.
Martina Oppelli ha scelto così di non "subire l'ennesima insostenibile estate", come l'aveva definita nell'appello. "Eppure, ho tutti i requisiti previsti dalla norma e dalle sentenze a ora presenti in Italia per poter usufruire di questo diritto – aveva commentato, come riferito dalla stessa associazione Luca Coscioni, dopo l’ennesima richiesta negata –. Un diritto al quale avrei preferito non dovermi mai appellare io, quella della resistenza a oltranza con un po' di esuberanza. Io che, come altre creature con diagnosi nefaste, adoro la vita fino a succhiarne anche l'ultima goccia di linfa vitale”.
“Ciò che mi rimane – aveva proseguito – è solo una grande stanchezza e lo sconforto per aver creduto nel senso civico di uno Stato laico che dovrebbe concedere al cittadino consapevole, autodeterminato, allo stremo delle proprie forze, di porre fine a una sofferenza per la quale nessuno è in grado di proporre soluzioni plausibili che io non abbia già sperimentato. Probabilmente saranno altri a poterne usufruire, a poterne gioire. E io, chissà – aveva concluso – dovrò intraprendere un ultimo faticosissimo viaggio verso un Paese non troppo lontano che ha già recepito la supplica di compassione di chi è stato condannato a soffrire a oltranza”.
L'ultimo messaggio
L’Associazione Luca Coscioni ha pubblicato l’ultimo messaggio, contenuto in un video registrato prima di morire, che Martina Oppelli ha voluto rivolgere ai parlamentari: “Gentili parlamentari e concittadini tutti, non so se vi ricordate di me, sono Martina Oppelli. Più di un anno fa feci un appello a tutti voi affinché venisse promulgata e approvata una legge, una legge sensata che regoli il fine vita, che porti a un fine vita dignitoso tutte le persone, malate, anziane, ma non importa, prima o poi tutti noi dobbiamo misurarci con la fine della nostra vita terrena. Sì, questo appello è finito nel vuoto. “Ogni dolore è assoluto e va rispettato", "fate una legge sensata", ha aggiunto.
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