Attualità
28 agosto, 2025La mamma del cooperante italiano da nove mesi in carcere in Venezuela: "Esigiamo che il nostro governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto: ogni giorno in più di detenzione produce un'intollerabile sofferenza"
“Esigiamo che il nostro governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto: ogni giorno in più di detenzione produce un'intollerabile sofferenza”. A nove mesi dal suo arresto in Venezuela, la madre del cooperante italiano — Armanda Colusso — lancia l’ennesimo accorato appello affinché suo figlio torni al più presto in Italia. Parole dure, quelle pronunciate questa mattina, 28 agosto, al lido di Venezia, alla presenza del direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.
“Mi chiedo: ‘Cosa penserà questo ragazzo del suo Paese che per mesi lo ha abbandonato e non si è attivato abbastanza per liberarlo?’ — dice con accanto Beppe Giulietti dell’associazione Articolo 21 —. Vorrei gridare la mia disperazione e che il mio grido oltrepassasse l'oceano, per arrivare in Venezuela chi lo tiene prigioniero da nove mesi”. Ancora: “Scrivetene, parlate, passate voce. L'attenzione che si crea grazie alla solidarietà di artisti e giornalisti spero possa spronare chi ancora tentenna”.
Negli scorsi giorni sembrava potersi aprire uno spiraglio per la liberazione di Alberto Trentini, con la scarcerazione di altri due detenuti italiani dalle carceri di Maduro. Invece, del cooperante italiano ancora nessuna notizia. Il governo ha nel frattempo nominato un inviato speciale, Luigi Vignali. Ma la sua missione nel Paese sudamericano si è risolta, per ora, in un nulla di fatto.
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