Attualità
18 febbraio, 2026Quattro cadaveri ritrovati sulla costa tirrenica calabrese, altri nove negli scorsi giorni tra Trapani e Pantelleria. Ma la conta potrebbe essere più drammatica. Negli scorsi giorni Mediterranea denunciava: "Le autorità italiane, tunisine e maltesi hanno rifiutato di avviare una missione completa di ricerca e recupero"
A inizio febbraio, Mediterranea lanciava l’allarme su quella che potrebbe essere “la più grande tragedia degli ultimi anni” sulla rotta dei migranti che divide Nord Africa e Italia. Ora, di giorno in giorno il mare sta restituendo corpi senza vita. Anonimi. Vittime senza nome del ciclone Harry o di chissà quale mareggiata. Solo nelle ultime ore nove cadaveri sono stati recuperati in Sicilia, tra Trapani e Pantelleria. E altri quattro sulla costa tirrenica calabrese, tra Scalea e Amantea.
L’ultimo è stato recuperato ieri, al largo di Tropea. È stato un gruppo di studenti a chiamare il 113 quando, tra le onde, ha avvistato un corpo, che sembrerebbe appartenere a una donna. “Al momento non abbiamo elementi per collegare i ritrovamenti dei tre cadaveri a un naufragio in particolare”, ha detto il procuratore di Paola, Domenico Fiordelisi. Qualche informazione in più si avrà solo dopo l’autopsia.
L’unico bilancio, finora, l’ha dato il Centro per il coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera che, negli scorsi giorni, parlava di 380 persone che risultano disperse e di cui non si ha più notizia. “Fino ad orala sorte delle oltre mille persone che si teme siano morte rimane sconosciuta - denunciava qualche giorno fa Laura Marmorale di Mediterranea - perché le autorità italiane, tunisine e maltesi hanno deliberatamente ignorato e rifiutato di avviare una missione completa di ricerca e recupero”.
Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, la rotta del Mediterraneo centrale continua a essere la più mortale per i migranti che dal Nord Africa cercano di raggiungere l’Italia. Solo a gennaio si contano oltre 450 persone che avrebbero perso la vita; un dato triplo rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Storie anonime di corpi ritrovati tra le onde del madre e numeri - potenziali o reali - che stridono, invece, con quanto rivendicato dal Viminale. E cioè che “nel solo mese di gennaio 2026 gli sbarchi sono crollati del 58%. Sono arrivati 1.938 migranti contro i 4.402 dello stesso periodo del 2025”.
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