Attualità
25 febbraio, 2026Il provvedimento della procura di Milano per l'altro big player del food delivery: "Sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori". In alcuni casi la retribuzione è inferiore a circa il 90% alla soglia di povertà. E anche in questo caso si chiede alla piattaforma di regolarizzare i riders
Dopo Glovo, è il turno di Deliveroo. Con un provvedimento fotocopia di quello emesso lo scorso nove febbraio, con 50 testimonianze allegate, la procura di Milano ha disposto il “controllo giudiziario” per l’altro big player del food delivery. Perché, come scrive il pm Paolo Storari, si ritiene “urgente interrompere una situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori” - 20 mila in Italia, tremila solo a Milano - che “percepiscono retribuzioni sicuramente non proporzionate né alla quantità né alla quantità del lavoro”. In alcuni casi inferiori fino al 90% circa rispetto alla soglia di povertà.
Gli elementi sono gli stessi contestati a Foodinho, la società che controlla Glovo: paghe da fame (meno di quattro euro l’ora), lavoratori in partita Iva mentre secondo la procura sono utilizzati dalla società come dipendenti, stato di bisogno. E l’algoritmo come unico dominus. Anche i capi d’accusa sono gli stessi. L’amministratore di Deliveroo Italy Giuseppe Zocchi è infatti indagato per “sfruttamento di manodopera”, o caporalato, e lo è anche la società - come persona giuridica - ai sensi della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrative degli enti. L’amministratore giudiziario nominato è Massimiliano Poppi e dovrà eliminare quegli elementi di caporalato contestati dalla procura. E la società, scrive Storari, dovrà “regolarizzare i lavoratori e adottare assetti organizzativi (…) idonei a evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto soglia di povertà”.
Il 94 per cento dei riders di Deliveroo - quasi diciannove su venti - guadagna meno del minimo stabilito dai contratti collettivi. E rispetto alla soglia di povertà, lo “scostamento medio” è èdi “7.600 euro annui”, con “punte di 15.300 euro”. A differenza di JustEat, che nel 2022 ha scelto di inquadrare come dipendenti i propri ciclofattorini, né Glovo né Deliveroo applicano contratti di lavoro subordinato. Ma secondo la procura, come già sottolineato per Foodinho, i contratti vanno riqualificati alla luca dell’etero-direzione algoritmica. Perché la società “gestisce la prestazione lavorativa attraverso una piattaforma informatica che predefinisce l’ambiente operativo, governa la prestazione tramite stati operativi digitali, geolocalizza costantemente i prestatori d’opera, misura la disponibilità e la performance del lavoratore, e collega questi indici alla retribuzione”. È la piattaforma, si legge ancora, “a governare l’allocazione del lavoro e a incidere sulla continuità delle occasioni di guadagno”.
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