1965, aprile.
Viene inaugurato l’impianto siderurgico di Taranto, controllato dalla holding pubblica Finsider, destinato a diventare la più grande acciaieria d’Europa su una superficie di oltre 15 milioni di metri quadrati
1995, maggio
Privatizzazione Italsider: l’acciaieria di Taranto, parte del gruppo Ilva laminati piani, viene acquisita per 2.500 miliardi di lire (circa 1,3 miliardi di euro) dalla famiglia Riva, a capo di una delle più grandi aziende private nel settore dell’acciaio
2012, luglio
Il GIP di Taranto dispone il sequestro senza facoltà d'uso dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico. Vengono arrestati Emilio Riva, presidente di Ilva fino a maggio 2010, e il figlio Nicola, che lo ha sostituito nell’incarico. Sono accusati di aver “continuato un’attività inquinante, calpestando le più elementari norme di sicurezza”
2012, dicembre
Un decreto legge del governo Monti dispone la riapertura dell’area a caldo mentre vengono applicate le misure per la tutela della salute pubblica previste nella nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia)
2013, maggio-giugno
La procura di Taranto ottiene un sequestro da 8 miliardi di euro su beni e conti della famiglia Riva. Ilva viene commissariata dal governo Letta. Il primo commissario è Enrico Bondi sostituito un anno dopo da Piero Gnudi e Corrado Carrubba a cui si aggiunge Enrico Laghi nel gennaio 2015
2017, giugno
Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda firma il decreto che aggiudica Ilva alla cordata ArcelorMittal, Marcegaglia (che si ritira subito dopo) e Banca Intesa al termine della gara indetta a gennaio 2016. Battuta la cordata rivale guidata dal gruppo indiano Jindal e dalla Delfin di Leonardo Del Vecchio. Arcelor Mittal, prende in gestione lo stabilimento di Taranto e promette investimenti per 2,4 miliardi di cui 1,15 miliardi di carattere ambientale
2018, novembre
Ilva passa sotto la gestione di Arcelor Mittal con il via libera del nuovo ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio, che parla di «gara viziata ma non annullabile»
2019, novembre
Arcelor annuncia di voler restituire Ilva allo Stato dopo il ritiro da parte del governo (il Conte 2) del cosiddetto scudo penale che assicurava ai gestori dell’azienda la protezione da azioni legali nell’attuazione del piano di risanamento ambientale
2020, marzo
Arcelor e i commissari di Ilva trovano un accordo per la modifica del contratto di affitto del ramo d’azienda Ilva che prevede l’ingresso di investitori italiani nel capitale della società che gestisce l’acciaieria di Taranto
2020 dicembre
Arcelor Mittal e la società pubblica Invitalia firmano il contratto che prevede l’ingresso di quest’ultima nel capitale delle Acciaierie d’Italia, a cui fa capo l’impianto di Taranto. In una prima fase lo Stato investirà 400 milioni per una quota del 38 per cento con il 50 per cento dei diritti di voto. Un altro 20 per cento potrà essere acquisito entro maggio 2022 per 380 milioni
2021, aprile
Invitalia versa 400 milioni, ma la società comune con Arcelor Mittal non diventa operativa perché i rappresentanti dell’azionista pubblico non intendono firmare il bilancio di Ilva del 2020
2021, maggio
La sentenza del processo “Ambiente svenduto” per i reati di disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro commessi fino al 2013 si conclude con la condanna, tra gli altri, di Fabio Riva a 22 anni e Nicola Riva a 20 anni di reclusione. Disposta anche la confisca degli impianti dell’acciaieria che diventerà effettiva solo se sarà confermata nel terzo grado di giudizio