Innovazione
26 febbraio, 2026Annunciato come l’evento nell’evento, l’intelligenza artificiale è entrata ufficialmente nella regia dello spettacolo più popolare del Paese, per “integrare tecnologie generative nella narrazione musicale e visiva delle serate”. Ma non è andata proprio come previsto
Tradurre il linguaggio musicale in chiave tecnologica. Questo l’obiettivo dichiarato per l’atteso debutto dell’AI sulla rete ammiraglia della Tv italiana. Nella prima serata del Festival di Sanremo, ecco che la regia ha proposto una sequenza elaborata con strumenti di AI. L’effetto “papere” però non è piaciuto agli utenti che, da casa, hanno assistito ad un prodigio che assomigliava più ad un effetto speciale un pò scadente. Il conduttore Carlo Conti e il pubblico in sala sono stati “paperizzati”. L’ispirazione è stata quella del brano Papaveri e papere di Nilla Pizzi, ma la volontà di raccontare la storia del Festival con l’ausilio della tecnologia più in voga del momento non ha convinto.
Papere tecnologiche
Dal punto di vista qualitativo, le immagini hanno mostrato la “trasformazione” del pubblico, con volti e corpi che si deformavano in sequenze dal ritmo incerto. La qualità dello “sketch giocoso” non ha reso giustizia agli standard avanzati raggiunti dalle tecnologie generative dell’AI in altri contesti. L’episodio ha riacceso – soprattutto sui social - il dibattito sulla reale maturità tecnologica delle applicazioni di AI in trasmissioni televisive live.
L'estetica audiovisiva
Quello che rende un pò più intenso il flop della “Paperata” in diretta Tv è il brand che aleggia dietro all’iniziativa. L’idea di introdurre elementi televisivi generati dall’AI nel Festival di Sanremo rientra in un più ampio progetto che porta la firma di Tim, main sponsor del Festival della canzone italiana. Presentare e accompagnare alcuni brani storici della musica italiana reinterpretati dal vivo: era questa l’idea di base che puntava a offrire nuove forme di fruizione audiovisiva sfruttando le potenzialità delle tecnologie emergenti. L’obiettivo? Rinnovare il linguaggio televisivo. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare.
La rappresentazione simbolica dell'intelligenza artificiale
Ok, l’idea delle Papere è stato un flop. Diamo a Sanremo, e all’AI di Tim, un’altra chance nelle prossime serate del Festival. Ma l’esperimento solleva una questione più profonda: qual è oggi il ruolo dell’intelligenza artificiale nella costruzione dell’immaginario collettivo? La scelta di utilizzare l’AI in una forma volutamente leggera e accessibile può essere letta anche come un modo per introdurre gradualmente una tecnologia complessa all’interno di un contesto familiare, rendendola comprensibile a un pubblico ampio. Un messaggio positivo, banale diranno alcuni, per normalizzare quell’intelligenza artificiale che viene più spesso associata a messaggi “pesanti e negativi”, legati a pesanti trasformazioni del mondo del lavoro, della creatività e della comunicazione. E forse per questo, l’uso che se ne è fatto a Sanremo assume un valore simbolico: l’AI non è presentata come una forza invisibile che opera dietro le quinte, ma come un elemento esplicito dello spettacolo, esposto, riconoscibile e soggetto al giudizio del pubblico.
Il meme non perdona
E in questo caso, il pubblico l’ha detto chiaro: le papere sedute nella platea di Sanremo non hanno riscosso il successo sperato, ma non hanno lasciato indifferenti i Social. Manifestazioni di sorpresa e disorientamento hanno evidenziato il contrasto tra l’ambizione tecnologica del progetto e la percezione effettiva di un risultato migliorabile. La cultura partecipativa online vive di flussi continui di scambio fra contenuto e pubblico, la cui reazione non sempre rispecchia le aspettative, come in questo caso.
Il linguaggio televisivo
L’esperienza delle “papere” digitali, tra sorpresa e ironia, dimostra che l’integrazione dell’AI nello spettacolo non è solo una questione tecnologica, ma anche narrativa e simbolica. Sanremo diventa così il luogo in cui il futuro dell’intrattenimento prende forma sotto gli occhi del pubblico, in un processo ancora in evoluzione che continuerà a ridefinire il rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale. Dai, stasera andrà meglio, o forse domani.
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